|
Il Promesso Messia
Hazrat Mirza
Ghulam Ahmad Qadiani
(su cui sia la pace).(1835-1908)
Fondatore
della
Comunità Mussulmana Ahmadiyya
Il Promesso Messia e Imam Mahdi.
English Version
Un Profilo Della Vita Di Un Promesso Messia
La Mia Rivendicazione
Malfoozat
Alwassiyyat
Il
Governo Britanico e la Jihad
Philosophy-of-Teachings-of-Islam
Un Profilo Della Vita Di Un Promesso Messia.pdf
Un profilo della vita di un Promesso Messia
I profeti raggiungono un’alta vicinanza a Dio e un alto livello
spirituale, ma è attraverso il loro rapporto con gli uomini che essi
vengono riconosciuti. In verità è il loro esempio che conduce gli altri
a Dio. Questo mese, mentre noi celebriamo la conoscenza e la saggezza
della lezione di Hadhrat Mirza Ghulam Ahmad presentata alla Grande
Conferenza delle Religioni, non dovremmo dimenticare i più piccoli e
semplici dettagli della sua vita di ogni giorno; essi possono apparire a
un primo sguardo delle piccole cose, ma ciò nonostante riflettono le
profondità a cui il suo carattere è giunto nell’amore per il Santo
Corano e per il suo Maestro, il Santo Profeta (saw) dell’Islam.
Raccontiamo alcuni piccoli episodi della vita del fondatore della
Comunità Ahmadiyya riferiti da alcuni compagni che potevano osservarlo
da vicino. A volte troviamo acerrimi nemici trasformati in discepoli
devoti, altre volte vengono riportati episodi che, al giorno d’oggi, a
qualcuno possono parere insignificanti, ma che lasciano profonde
impressioni nel cuore dei suoi seguaci e danno loro la possibilità di
cambiare il loro comportamento e di metterlo in sintonia con
l’approvazione del loro maestro. Molti lasciarono le loro case e i loro
possedimenti, che erano a volte piuttosto consistenti, per andare a
vivere nel piccolo e sconosciuto villaggio di Qadian in India, che a
loro pareva si trovasse in una landa lontano da qualsiasi città di
qualche importanza o con i mezzi di trasporto a una giornata di
distanza. Alcuni diedero letteralmente le loro vite per amor suo.
Con il suo bel spirito Hadhrat Mirza Ghulam Ahmad di Qadian catturò i
cuori e le menti di molti e li rese impotenti, indifesi nel loro amore
per lui. Ed è la testimonianza di questi devoti compagni che rende
possibile presentare un profilo della sua vita attraverso vari aneddoti,
osservazioni, constatazioni e dettagli che ci sono stati riferiti da
loro. Questi , a loro volta, ci permettono di comprendere le ragioni
della loro profonda e ardente devozione verso Hadhrat Mirza Ghulam
Ahmad. Come può succedere che una persona nata in un piccolo,
sconosciuto paese dell’India, che vive in totale anonimato, venga
circondato da seguaci devoti che hanno lasciato ogni cosa mondana dietro
di loro per stare con lui, riconoscendolo come loro Guida e amato
Maestro?
Hadhrat Mirza Ghulam Ahmad nacque nel 1835 a Qadian, un piccolo
villaggio situato nel distretto del Punjab in India. Nacque da una
nobile famiglia di possidenti terrieri di Qadian. Fu educato da vari
tutori che non erano uomini di grande sapere e il profitto da lui
raggiunto consisteva solamente nella capacità di leggere il Persiano e
l’Arabo e nell’abilità di esprimersi in modo fluente nel primo
(Persiano) e un modo più limitato nel secondo (Arabo). La sua educazione
non andò oltre.1 Aveva, però, studiato anche alcuni libri di medicina
sotto la guida del padre che era un ottimo medico. Oltre ad amare lo
studio, Hadhrat Mirza Ghulam Ahmad era un devoto credente e gli piaceva
spendere gran parte del suo tempo in preghiere e suppliche.
Fin dalla giovane età ricevette la rivelazione di Dio, e visioni e sogni
veritieri.
Fu in uno stato di relativo isolamento e anonimato che ricevette la
rivelazione nel 1868/69,
Il tuo Dio è molto compiaciuto di quello che tu hai fatto. Egli ti
benedirà grandemente, tanto che i Re dovranno cercare benedizione dalle
tue vesti.
Questo avvenne dopo che gli abitanti di Batala avevano insistito perché
disputasse su un certo punto con Maulvi Muhammad Hussain di Batala ;
egli, benché fosse andato al dibattito, rifiutò di discutere il punto
perché non trovava niente da obiettare alle affermazioni di Maulvi
Hussain. Fu guardato dall’alto in basso per il suo rifiuto, eppure egli
aveva preferito la verità all’ammirazione degli altri. Questa sembrò una
strana rivelazione a quel tempo. Perchè dovrebbero i Re cercare
benedizioni dalle vesti di qualcuno poco conosciuto fuori dalla zona di
appartenenza?
Il susseguirsi delle rivelazioni e visioni continuò, aumentando di
frequenza, finchè nel 1882 egli ricevette la rivelazione che rese
manifesto il disegno di Dio e cioè che lui, Mirza Ghulam Ahmad, doveva
essere quello nominato, quello a cui Dio aveva dato l’incarico di
servire la Sua causa. Parte della rivelazione ricevuta nel 1882 era la
seguente:
Oh Ahmad, Dio ti ha benedetto…..
Dico, mi è stato comandato di guidare il mondo sul sentiero
della rettitudine e io sono il primo a credere…..
Ti verrà aiuto dagli uomini i cui cuori Allah stesso
avrà preparato attraverso la rivelazione. 2
Non molto tempo dopo, questa profezia divenne realtà. Hadhrat Mirza
Ghulam Ahmad aveva scritto la prima parte del suo libro
Brahin-e-Ahmadiyya nel 1880. La seconda parte, pubblicata nel 1882,
includeva la rivelazione sopraddetta che faceva riferimento alla sua
nomina come Promesso Riformatore di quel tempo. Brahin-e-Ahmadiyya
provocò un subbuglio nei circoli dotti e la gente, da vicino e da
lontano, cominciò a venire a trovarlo. Venivano a Qadian, un piccolo
villaggio sconosciuto, un luogo non facilmente accessibile.
Hadhrat Bhai Abdur Rahman (ra), che doveva diventare un compagno molto
prossimo del Promesso Messia, descrive per sua stessa esperienza la
sofferenza e la fatica per raggiungere Qadian, quando, per la prima
volta, volle recarsi a Qadian nel 1895 . “ La prima difficoltà da
affrontare fu dovuta al relativo anonimato del piccolo villaggio di
Qadian e, una volta localizzata la zona , la seconda grande difficoltà
fu il come arrivarci. L’assenza di qualsiasi vera via di comunicazione
fece si che fosse un’impresa anche solo trovare un mezzo di trasporto!
Quando qualche mezzo di trasporto diventava disponibile, si trattava di
un carro trainato da buoi o qualcosa di simile, o da una carrozza
trainata da un cavallo per la quale un nome più appropriato poteva
essere “route della tortura”! Usare un tale mezzo di trasporto
comportava avere male in tutte le ossa, avere nausea e mal di stomaco, e
sembrava che tutto il corpo fosse stato preso a botte. Non era insolito
vedere un cavallo e una carrozza capovolti sul sentiero con tutti i
passeggeri! Tuttavia, una volta raggiunto il primo scopo di trovare una
carrozza, un’ulteriore difficoltà era la scomparsa del postiglione che,
prima di essere pronto per partire per Qadian, poteva capitare che si
allontanasse in cerca di altri passeggeri. La condizione del percorso
era tale che, per quanto sano e forte potesse essere un animale prima di
mettersi in cammino su tali strade, presto diventava debole e sfinito. A
volte la vista di questi animali era così patetica che alcuni passeggeri
si impietosivano per loro e preferivano andare a piedi. La stagione
delle piogge rendeva i tracciati del viaggio ancora più orrendi” 3
Dentro la stessa Qadian la situazione non era di gran lunga migliore.
Stando alle parole stesse di Hadhrat Bhai Abdur Rahman (ra), da
qualunque parte si guardasse, c’erano solo vecchie rovine, la città era
quasi deserta e c’era tutt’intorno un’aria di tristezza che veniva
voglia di piangere. C’erano due bazar, ma solo di nome, con appena due o
tre negozi che vendevano solo pochi oggetti di prima necessità e di
scarsa qualità. La maggior parte del fabbisogno la si doveva procurare
nelle due città più vicine di Batala e Amritsar. Questa era la Qadian a
cui Dio aveva promesso che gli uomini, che Lui aveva preparato
attraverso la rivelazione, sarebbero arrivati in gran numero da vicino e
da lontano!
Il primo visitatore fu Pir Sirajudin Haq Nomani (ra) che era lui stesso
un capo spirituale molto noto con un largo seguito. Fece visita al
Promesso Messia nel 1882 perché aveva letto il suo libro
Brahin-e-Ahmadiyya. Appena il signor Pir Sirajudin incontrò l’autore di
questo libro, fu preso da gioia come se avesse trovato in lui la vera
guida e il salvatore dell’Islam. In seguito andò varie volte a Qadian e,
alla fine, vi si stabilì definitivamente per essere più vicino al suo
amato Maestro. La sua visita a Qadian fu presto seguita da altri che
erano venuti anche loro dopo aver letto l’opera epocale
Brahin-e-Ahmadiyya. Il Signor Munshi Abdullah (ra) venne da Sanur in
Patiala, India, seguito da Chaudhri Rustum Ali Khan (ra) di Madar in
Jullunhar, dal Signor Sayyed Nasir Shah di Lahore, e molti altri.
Tre signori di Kapurthala visitarono Hadhrat Mirza Ghulam Ahmad (as)
nell’ 1886, e avevano tutti letto la sua dotta opera. Uno di loro Munshi
Zafar Ahmad (ra), Segretario dell’Alta Corte di Kapurthala, quando entrò
in possesso di una copia di Barahin-e-Ahmadiyya la studiò e la lesse ad
alta voce ai suoi amici e presto divenne un fervente ammiratore
dell’autore di quel libro. Insieme con due suoi amici, Munshi Rure Khan
and Munshi Muhammad Khan, valutò con entusiasmo l’opportunità di fare
visita all’autore per la prima volta . Per quanto riguarda il loro
incontro, i tre amici erano così innamorati di Hadhrat Ahmad che
richiesero di essere iniziati per mano sua; ma egli cortesemente rifiutò
dicendo che così non era stato comandato da Dio (come doveva avvenire
invece più tardi, nel 1889).
Il grande Maulana Maulvi Nurudin (ra) di Bhera, Medico di Corte del
Maharajah di Jammu e Kashmir, uno dei più eminenti studiosi dell’India,
venne a Qadian nel 1885 a trovare Hadhrat Mirza Ghulam Ahmad (as), dopo
aver letto il libro Brahin-e-Ahmadiyya. Immediatamente riconobbe il
Signor Hadhrat Mirza come il promesso Riformatore dell’epoca e diventò
un suo fervente ammiratore e un sostenitore sincero. Al termine del loro
primo incontro, il Signor Hadhrat Mirza disse: “Spero che ritornerete
presto”. Il Signor Maulvi Nurudin rispose di sì.
Nel 1889 Hadhrat Mirza Ghul\am Ahmad (as) ricevette la Divina
rivelazione:
Quando tu hai deciso, poni la tua fiducia in Allah. E costruisci l’Arca
sotto i nostri occhi, come comandato dalla nostra rivelazione. In
verità, coloro che giurano obbedienza a te, giurano obbedienza ad Allah.
La mano di Allah sia sopra la loro mano.4
In seguito a questa rivelazione Hadhrat Mirza Ghulam Ahmad (as) scrisse
una Nota che fu diffusa per esteso. Cominciava così:
“Mi è stato comandato di annunciare che coloro che cercano la verità
dovrebbero giurarmi obbedienza in modo che possa essere data loro la
capacità di trovare il cammino verso la vera fede, la vera purezza e
l’amore di Dio” .
La chiamata divina all’Iniziazione trovò immediata risposta da parte di
coloro che avevano già riconosciuto in Hadhrat Mirza Ghulam Ahmad (as)
la luce Divina ed essi andarono da lui per essere iniziati dalla sua
stessa mano. La prima cerimonia di Iniziazione si tenne a Ludhiana il 23
Marzo 1889. Hadhrat Maulvi Nurudin (ra), secondo il suo desiderio,
diventò la prima persona ad essere iniziata di sua mano. Venne a Qadian
di nuovo nel 1894 e vi rimase stabilmente senza tornare mai alla sua
città natale di Bhera.
La domanda che a questo punto sorge spontaneamente è: “Perché?” Che cosa
c’era nella personalità e nel carattere del Promesso Messia da ispirare
tali profondi sentimenti di amore, rispetto e devozione in quelli che
diventavano suoi discepoli e seguaci, così che erano pronti a lasciare
qualsiasi cosa e venire ad abitare a Qadian per essere più vicini alla
loro riverita Guida?
A uno dei compagni Munshi Rure Khan (ra) di Kapurthala fu rivolta una
domanda simile da parte di Mr. H. A. Waiter, che era il Segretario della
The Young Men's Christian Association. Egli fece le seguenti domande, “
Da quanto tempo è in contatto con il Signor Mirza; quale prova della sua
verità l’ha attratta di più; e quale aspetto della sua personalità l’ha
impressionata più di tutto?” Il Signor Munshi rispose molto
semplicemente : “ Ho conosciuto il Signor Mizda prima che si proclamasse
il Messia.Io non ho mai visto un’ espressione così santa e luminosa .
Per me il suo aspetto luminoso e la sua personalità magnetica hanno
costituito la grande prova della sua verità. Siamo sempre impazienti di
vedere il suo viso raggiante .” Poi, ricordando quei giorni, cominciò a
piangere sommessamente, sopraffatto dall’emozione. Mr Waiter fu così
impressionato da questo semplice incidente che lo ricordò nel suo libro
e disse: “ Possiamo dire che il Signor Miza sia un illuso, ma non
possiamo mai dire che sia un impostore una persona che ha fatto sui suoi
discepoli una tale profonda impressione. 5
Hazrat Maulvi Abdul Karim (ra) di Sialkot, che era un dotto studioso e
un brillante oratore, venne a prestare il Giuramento di Obbedienza nel
1889 e presto lasciò tutto dietro di sé e venne a vivere a Qadian, in
stretta compagnia del Promesso Messia (as). Hazrat Maulvi Abdul Karim
(ra) in più di un’occasione declinò offerte d’impiego molto ben
rimunerate poiché queste l’avrebbero portato lontano dal suo amato
Maestro. Diventò uno dei più costanti e devoti compagni del Promesso
Messia . Quando venne a Qadian , il Promesso Messia gli fece posto al
terzo piano di casa sua , mentre lui occupava il secondo piano.
Fu questa sistemazione che permise a Hadhrat Maulvi Abdul Karim (ra) di
osservare il Promesso Messia (as) da vicino e gli diede la possibilità
di presentarne con tanto successo un ritratto che offriva dettagli di
molti aspetti del suo carattere e della sua personalità. In uno di
questi profili scrive che il Promesso Messia possedeva una tale umiltà e
mitezza che era impossibile possederle a un livello più alto; e continua
raccontando un caso per illustrare questo punto: “ Alcuni anni fa, in
Ludhiana, andai a dormire in un letto in una delle stanze da poco
costruite nella casa del Signor Hadhrat Mirza . Quando mi addormentai,
egli stava passeggiando su e giù per la stanza, ma, quando mi svegliai,
lo vidi giacere sul pavimento vicino al mio letto. Vedendo ciò, mi alzai
in fretta. Al che lui mi chiese perché mi fossi alzato. Io dissi : “
Come posso continuare a dormire su un letto mentre Sua Santità giace sul
pavimento?” Egli sorrise e disse: “ Io stavo facendo la guardia su di
te. I bambini facevano del rumore e io cercavo di impedirglielo, perché
loro non ti disturbassero mentre tu dormivi .”6
Nella Moschea il Promesso Messia non occupava un posto di distinzione e
un nuovo venuto non l’avrebbe riconosciuto per segni esteriori
particolari. Sedeva sempre nello stesso lato della moschea mentre il
Signor Hadhrat Maulvi Abdul Karim, che conduceva le preghiere , occupava
la nicchia centrale (Mihrab). Accadeva spesso che un nuovo venuto,
impaziente di incontrare il Promesso Messia si dirigesse prima da
Hadhrat Maulvi Abdul Karim . Tali errori erano, tuttavia, presto
corretti dalla persona stessa o da altre persone che indicavano il
Promesso Messia.
Hadhrat Maulvi Abdul Karim scrive inoltre: “Ogni discepolo del Promesso
Messia pensa di essere particolarmente amato da lui e gli trasmette
liberamente il suo pensiero . Un uomo può anche continuare per ore a
raccontargli la sua storia; egli continua ad ascoltarlo con totale
attenzione , non importa quanto sia tedioso. Spesso capita che altri
membri del gruppo si stanchino completamente della storia , ma nessun
gesto del Promesso Messia tradisce un sentimento di noia e stanchezza.7
Il sentimento di rispetto per gli altri e specialmente per i suoi
compagni è ben illustrato dalla seguente osservazione del Signor Hadhrat
Maulvi Abdul Karim. Egli scrive : “ Il Promesso Messia si rivolge sempre
con rispetto quando chiama i suoi seguaci per nome o quando, facendo
riferimento a loro, li nomina con rispetto anche se sono assenti. Ho
spesso udito per caso che, anche quando parla con sua moglie, menziona
sempre il nome delle persone con rispetto, proprio come fa quando queste
persone sono presenti. E’ comune per lui usare la forma "Mio fratello,
il Signor Hadhrat Maulvi " o "Mio fratello e amico in Dio, il Signor
Maulvi ". Allo stesso modo,nella sua conversazione , usa sempre una
forma come “Il Sgnor Hadhrat Maulvi dice così e così .”8
Un altro dei suoi compagni più devoti, Munshi Zafar Ahmad (ra) di
Kapurthala, ha descritto il caso seguente, che rivela perfettamente
quanto fosse grande la sensibilità del Promesso Messia per i sentimenti
degli altri. Egli racconta: “ Una volta il Promesso Messia era seduto
sul tetto della moschea di Mubarak , a Qadian, aspettando l’arrivo di
alcuni ospiti con cui doveva pranzare. Anche un povero fratello Armadi,
il Signor Mian Nizam Din di Ludhaiana, con indosso abiti logori, stava
seduto lassù a breve distanza. Nel frattempo arrivarono alcuni ospiti
rispettabili e ricchi e andarono a sedersi vicino al Promesso Messia.
Per far posto a ognuno di loro il Signor Mian Nizam Din dovette
spostarsi più indietro e lo fece ripetutamente finchè non raggiunse il
posto dove si tenevano le scarpe. Quando fu portato il cibo, il Promesso
Messia, che aveva osservato tutta la scena, prese un piatto di cibo e,
rivolgendosi a lui, disse: “Vieni, Mian Nizam Din. Tu ed io mangeremo
insieme dentro casa” intendendo la sua camera vicino alla moschea. A
quel punto la gioia del Signor Mian Nizam Din non ebbe limiti , e quelli
che sedevano vicino al Promesso Messia perché avevano spinto il Signor
Mian Nizam Din sempre più in là, furono giustamente mortificati. 9
Hadhrat Maulvi Abdul Karim (ra) descrive una circostanza che illustra
bene questa responsabilità verso le necessità dei poveri. Egli racconta
che una volta un grande numero di contadine con i loro bambini ammalati
vennero dal Promesso Messia perché prescrivesse loro delle medicine. Il
Promesso Messia quel giorno doveva scrivere un articolo importante ed
urgente. Capitai anch’io là e lo trovai che se ne stava lì in piedi,
attivo come un Europeo al suo posto di lavoro, pronto a servire questa
gente. C’erano cinque o sei scatole aperte davanti a lui e stava
dispensando diverse medicine a diversi pazienti. Questa operazione durò
circa tre ore . Quando ebbe finito, io gli dissi: “ Mio Signore, questo
è un impegno molto seccante e in questo modo si spreca molto tempo di
Sua Santità.” Al che egli rispose nel modo più calmo e gentile
possibile, dicendo: “ Anche questo è un lavoro sacro. Queste sono delle
povere persone e qui non c’è nessun dispensario . Mi sono procurato
alcune medicine inglesi e unani (greche) che do a questa gente quando ne
ha bisogno. Questo è un lavoro altamente meritorio e un Mussulmano non
dovrebbe essere negletto o indifferente in questo campo.”10
I naturali sentimenti di bontà del Promesso Messia verso gli uomini non
escludevano nemmeno i suoi avversari. Sheikh Yaqub All Irfani (ra)
racconta che una volta Lala Sharampat, che apparteneva alla Comunità
Arya ed era molto ostile al Promesso Messia , si ammalò seriamente di un
ascesso maligno allo stomaco, che lo preoccupava molto e lo faceva
temere per la sua vita. Quando il Promesso Messia venne a sapere della
sua malattia, volle subito andare nella sua povera dimora per informarsi
sulla sua salute. Lala Sharampat era così pieno di ansia che , quando il
Promesso Messia gli fece visita, gli chiese umilmente le sue preghiere,
non ostante la sua ostilità verso l’Islam. Il Promesso Messia cercò di
confortarlo e pregò per lui. Continuò a fargli visita e a pregare per
lui finché egli non giunse a completa guarigione. 11
Lo stesso affettuoso trattamento fu riservato ad un altro Arya di Qadian
che si chiamava Lala Malawa Mal il quale in gioventù era solito fare
visita al Promesso Messia benché avesse un estremo pregiudizio religioso
e comunardo. Parecchie volte il Promesso Messia gli aveva chiesto di
fare pubblica testimonianza dei segni Divini di cui egli era un
testimone diretto, ma egli si era sempre rifiutato. Accadde così che nel
1881 Malawa Mal cominciasse a soffrire di tubercolosi e la sua
condizione diventasse senza speranza. In quelle condizioni venne dal
Promesso Messia, descrisse la sua miserrima malattia, pianse amaramente
e gli chiese umilmente di pregare per la sua guarigione. Questo, da
solo, illustra quanto profondamente Lala Malawa Mal fosse stato segnato
dalla pietà del Promesso Messia . Il Promesso Messia ebbe pietà di lui e
pregò sinceramente per la sua guarigione. Le sue preghiere furono
ascoltate e fu informato in anticipo da Dio stesso che Malawa Mal
sarebbe guarito. Poco dopo egli guarì dalla sua malattia che era
considerata fatale in quei tempi. 12
La cortesia e la gentilezza del Promesso Messia era come un caldo raggio
di sole che illuminava tutto quanto lui toccava. La sua cura dei bambini
, il suo atteggiamento verso i servi della casa , verso i mendicanti che
chiedevano l’elemosina, il suo modo di trattare i più umili e poveri di
spirito, in breve, ogni aspetto del suo rapporto con gli altri portava
il marchio di una persona profondamente conscia della presenza Divina.
Commentando la notevole magnanimità e tolleranza del Promesso Messia,
Hadhrat Maulvi Abdul Karim (ra) cita il seguente esempio. Egli attesta:
“ Ho visto centinaia di volte che , mentre egli sedeva nella stanza al
secondo piano con le porte chiuse, come è sua abitudine, impegnato a
scrivere un libro o immerso in meditazione uno dei suoi figli battesse
forte alla porta dicendo: |Abba, apri la porta|. Immediatamente egli si
alza e apre la porta. Il bambino entra , si guarda un po’ intorno e poi
va via. Il Promesso Messia chiude la porta come sempre, ma due minuti
dopo il bambino è di nuovo alla porta, la spinge con tutta la sua forza
e grida come prima |Abba , apri la porta| . Di nuovo il Promesso Messia
si alza con calma e apre la porta. E di nuovo il bambino si allontana
subito dopo aver dato un’occhiata o due nella stanza. Di nuovo il
Promesso Messia si alza, senza fare una piega, chiude la porta e
riprende il suo lavoro. Ma dopo cinque minuti il bambino è di nuovo alla
porta e grida a squarciagola |Abba, apri la porta|. Di nuovo il Promesso
Messia si alza con calma e apre la porta. Non dice una parola tipo,
|perché vieni qua?|, |che cosa vuoi?|, | che cosa vieni a fare così
spesso?|, | perché mi disturbi così e disturbi il mio lavoro?| Una volta
, seduto nella mia stanza al piano di sopra, ho assistito a questa scena
che si è ripetuta venti volte, ma, non una sola volta il Promesso Messia
ha avuto una parola di rimprovero”.
Hadhrat Maulvi Abdul Karim (ra) dice: “ Ho visto il Promesso Messia
impegnato a scrivere su argomenti difficili e anche comporre in lingua
araba dei lavori di impareggiabile eleganza linguistica in mezzo a un
caos enorme. Bambini noncuranti e serve inconsapevoli stanno litigando
tutti intorno a lui, stridendo e urlando. Ma tutto ciò non lo disturba
minimamente ed egli continua a scrivere come se fosse seduto in un posto
isolato. E’ in stanze così rumorose che sono stati scritti tutti i suoi
incomparabili lavori in arabo, persiano e urdu. Una volta gli ho chiesto
come facesse a pensare e a scrivere con tanta calma in mezzo a tanto
rumore. Egli sorrise e disse “Non bado a quello che succede intorno a
me, perciò non sono disturbato”. 13
Hadhrat Maulvi Abdul Karim (ra) scrive anche: “Egli ha lo stesso
atteggiamento verso le serve di casa sua. Una serva viene da lui
ripetutamente e gli chiede di poter prender quello che le serve. Egli
non le dice mai |Oh, disgraziata, perché mi disturbi in continuazione?
Perché non prendi tutto quello che ti serve una volta per tutte?|”
Aggiunge ancora : “ Le serve preparano per se stesse tutto il cibo che
va loro bene; hanno mano libera come se la casa e tutto quello che c’è
dentro fosse di loro proprietà. Se capita che dimentichino di preparare
da mangiare per il Promesso Messia, non vengono mai rimproverate. Non
capita nemmeno che egli dica in tono cortese |Perché (non l’ hai
preparato)?|. I servi analfabeti ricambiano la sua gentilezza con amore,
affetto e lealtà. Un volta in una calda estate , dopo le preghiere della
sera, il Promesso Messia si sentì molto male. Le persone lo assistevano
tutte intorno. Quando Pira, uno dei suoi servi, venne a sapere del suo
improvviso malore, arrivò di corsa, con i piedi coperti di fango, e si
diresse verso di lui. Qualcuno cercò di fermarlo, ma il Promesso Messia
disse. |Non fermatelo! Che ne sa lui di dove non deve andare con i piedi
sporchi di fango? E’ venuto con amore ; lasciatelo avvicinare |” 15
Un altro caso viene riferito da Hadhrat Munshi Zafar Ahmad (ra) di
Kapurthala; esso illustra l’umiltà del Promesso Messia nei suoi rapporti
con gli uomini, senza badare a chi o che cosa essi fossero. Egli dice
che una volta il Promesso Messia (as) stava tornando dalla moschea di
Aqsa a Qadian quando Miraan Bakhsh, un uomo dalla mente semplice e
confusa che soffriva di allucinazioni, lo chiamò ad alta voce e senza
garbo, dicendo |Oh, Ghulam Ahmad|. Il Promesso Messia (as) si fermò e
rispose con cortesia: |Sì?| (Tale era l’alto livello morale di Hadrat).
Qualche volta Miraan aveva la convinzione di essere un re e che la gente
dovesse saldare i conti con lui. Rivolgendosi al Promesso Messia egli
(Miraan) disse |Senti, tu dovresti dire 'salaam'| Il Promesso Messia
(as) disse |Assalamo Alaikum| Miraan allora disse |Bisogna che tu saldi
i conti .| Il Promesso Messia prese una moneta dalla tasca e gliela
diede; ciò piacque moltissimo a Miraan che se ne andò cantando” (Si dice
che, mentre il Signor Hadhrat Munshi narrava questo fatto, piangesse
accoratamente al ricordo del bel carattere del suo Santo Maestro.)16
I rapporti del Promesso Messia con la sua stessa famiglia erano un
bell’esempio di gentilezza e cortesia. Coloro che ebbero l’occasione di
osservare da vicino i rapporti con la sua famiglia sono testimoni del
fatto che egli avesse in ciò il più alto comportamento morale. Si
udivano spesso le serve della casa rimarcare che egli | asseconda i
desideri di sua moglie | , la qual cosa non era molto praticata da altri
nella gestione della casa . Il Promesso Messia ha personalmente
commentato la cosa | Mi sembra che sia molto sgradevole che noi uomini
litighiamo sempre con le donne ….. Noi dovremmo trattare le donne con
gentilezza e cortesia .| Hadhrat Maulvi Abdul Karim (ra), a proposito
della nobile moglie di Hadhrat Mirza Ghulam Ahmad (as), riferisce | La
sua rispettabile moglie è entrata nel suo ba'iat (Giuramento di
Obbedienza) come altri discepoli e sinceramente crede che lui sia un
Messaggero di Dio…. Su ogni argomento lei, come il più grande dei suoi
discepoli, crede che lui sia veritiero e degno di fede. 17
Il Promesso Messia era del tutto contrario a picchiare e rimproverare i
bambini. Citando di nuovo da Hadhrat Maulvi Abdul Karim (ra), “Non
importa quanto essi ( i bambini) siano turbolenti e cattivi , quanto
insistenti possano essere le loro stravaganti domande, quanto essi
possano insistere per avere ciò che non si può avere; egli non li
picchia mai né li rimprovera, né mostra segni di rabbia.” Hadhrat Maulvi
Abdul Karim (ra) dice anche: “Ho visto spesso che niente lo disturba
quanto sentir dire che qualcuno ha picchiato suo figlio. Un gentiluomo
di qui un giorno picchiò i suoi bambini, così come d’abitudine. Questo
scosse molto il Promesso Messia il quale mandò qualcuno da lui a
consegnargli un discorso molto toccante.”18
Egli si prendeva cura della crescita dei suoi figli attraverso la
preghiera e il suo stesso esempio. Una volta , d’inverno, Mian Mahmud,
che a quel tempo era solo un bambino, mise un pezzo di sasso nella tasca
del panciotto del Signor Hadhrat Mirza così che, tutte le volte che lui
si sdraiava sul fianco, (il sasso) gli spingeva contro. Egli disse al
suo servo che da qualche tempo sentiva un dolore nelle costole . Andando
a controllare, il servo passò la mano su quella parte del corpo e scoprì
il pezzetto di sasso e lo tirò fuori. Il Promesso Messia sorrise e disse
| Ora ricordo! Mahmud me l’ha messo in tasca e mi ha chiesto di non
tirarlo via poichè ci voleva giocare più tardi.|” Il Signor Hadhrat
Mirza chiese (al servo) che lo lasciasse lì per quando Mahmud volesse
riaverlo indietro.
“Ho visto spesso suo figlio ed altri ragazzi sedere sul letto con lui
(il Promesso Messia), costringerlo pian piano a spostarsi di lato e
raccontargli le loro storie infantili – storie di rane, corvi e
passerotti. Lui li ascolta con palese piacere come se stessero
recitandogli versi delle poesie mistiche di Maulana Rum.”19
Un altro caso, a tal proposito, è riferito dal Dottor Mir Muhammad
Ismail (così come registrato da Hadhrat Mirza Bashir Ahmad , uno dei
figli del Promesso Messia). Egli scrive “Quando (durante il suo
soggiorno a Ludhiana) il Promesso Messia pubblicò la sua rivendicazione
di essere il Messia , io ero un ragazzino e frequentavo la terza classe.
Un giorno andai a scuola e alcuni ragazzi mi dissero | Il Signor Mirza
di Qadian, che vive nella tua casa, ha sostenuto che Gesù è morto e che
lui è il Messia atteso.|” Il Dottor Mir Muhammad Ismail disse che lui
(Hadhrat Mirza Bashir Ahmad ) parlò a favore della loro causa e chiese
|Come può essere, dal momento che Gesù è vivo e scenderà dal cielo?|
Quando, però, arrivò a casa, trovò il Signor Hadhrat lì seduto e Hadhrat
Mirza Bashir Ahmad si rivolse a lui e gli riferì di aver sentito dire
che lui diceva di essere il Messia . Il Dottor Mir Muhammad Ismail
afferma che, ad udire ciò, il Promesso Messia si alzò in silenzio, andò
alla credenza, che era nella stanza, e tirò fuori una copia del suo
libretto Fateh Islam (Vittoria dell’Islam, che era il suo ultimo
lavoro), glielo diede e disse “Leggilo!” Il Dottor Mir Muhammad Ismail
aggiunge che anche questa fu una prova della verità del Promesso Messia
in quanto prese la domanda innocente di un bambino molto seriamente
quando, invece, avrebbe potuto dire solo qualcosa per distogliere la sua
attenzione '.20
C’erano molti che si affollavano tutt’intorno al Promesso Messia e
volevano diventare ancora più intimi con lui. C’erano gli umili e i
mansueti, ma anche i nobili, i colti, i Principi e i Nawab (conti).
Venivano da vicino e da lontano. E venivano, per di più, affrontando la
severa opposizione di coloro che erano incapaci di vedere la luce della
verità. L’incidente che portò il Signor Hadhrat Ghulam Nabi (as) ad
accettare il Promesso Messia è una testimonianza convincente della forza
di coloro che abbandonavano la loro opposizione dopo aver visto, anche
solo di sfuggita, la bellezza della verità del Promesso Messia (as). E
diventavano suoi ferventi ammiratori, senza curarsi minimamente di
quelli che rimanevano suoi nemici.
“ Fu nel 1891, a Qadian, che Hadhrat Mirza Ghulam Ahmad (as) ricevette
ripetute rivelazioni che Gesù (as) di Nazaret, nel cui secondo avvento
credevano sia i Mussulmani che i Cristiani, fosse morto di morte
naturale; riguardo al suo secondo avvento, ciò comportava che un’altra
persona doveva apparire nello spirito di Gesù e che quella persona era
lui stesso, cioè il Promesso Messia (as) . Quando ricevette
ripetutamente delle rivelazioni che gli comandavano di rendere pubblico
questo fatto, non ebbe altra scelta se non di fare quello che gli era
stato ordinato. Si recò a Ludhiana e là pubblicò una Nota annunciando la
sua rivelazione. Appena fece l’annuncio si alzò una tempesta di
opposizione come non s’era mai visto prima.” 21
Maulvi Ghulam Nabi era uno studioso molto influente e aveva un seguito
considerevole fra I Mussulmani che deliziava con la sua colta conoscenza
del Corano e dell’Hadith. Fu durante il periodo della permanenza del
Promesso Messia a Ludhiana che Maulvi Ghulam Nabi era solito portare con
sé una folla di gente per accamparsi davanti alla residenza del Promesso
Messia e cominciare a gettare veleno su di lui. Ora, nella residenza del
Promesso Messia in Ludhiana non c’era un ingresso diretto dalla stanza
delle donne alla sala dove si ricevevano gli uomini e il Promesso
Messia, per andare nella zona riservata agli uomini, doveva passare
dall’esterno. Un giorno capitò che, mentre il Promesso Messia stava
facendo questo percorso verso la sala degli uomini, Munshi Ghulam Nabi
vedesse il suo viso di sfuggita e ne fosse completamente preso. Prima di
allora egli era molto impegnato a fare i suoi soliti discorsi e ad
aizzare la gente contro il Promesso Messia. Dopo aver visto il viso
raggiante del Promesso Messia , egli andò di corsa verso di lui;
vedendolo avvicinarsi, il Promesso Messia stese la mano e gli offrì un
saluto di pace. Il Signor Maulvi ricambiò il saluto, prese la sua mano e
lo accompagnò all’interno. Una volta dentro, il Signor Maulvi non solo
si sedette a fianco del Promesso Messia, ma prese anche a dichiarare il
suo amore e la sua ammirazione per lui.
Essendo uno studioso, egli naturalmente sollevò molte domande pertinenti
sulla rivendicazione fatta dal Promesso Messia sulla morte di Gesù e sul
suo stesso Mandato. Il Promesso Messia rispose con citazioni dal Santo
Corano, al che il Signor Maulvi disse: “Certamente il Santo Corano è con
te.” Il Promesso Messia replicò che, se il Santo Corano era dalla sua
parte, da che parte stava, allora, il Signor Maulvi? Al che egli
immediatamente rispose che stava dalla parte del Promesso Messia, e con
ciò voleva fare il Giuramento di Iniziazione. Da allora in poi il Signor
Hadhrat Maulvi Ghulam Nabi fu totalmente preso d’amore per il Promesso
Messia, e fece frequenti visite a Qadian, desiderando di non
allontanarsi mai da lui.22
Nel suo libro, Arba’een, il Promesso Messia dichiara: “Mi piacerebbe far
sapere a tutti i Mussulmani, Cristiani, Indù e Aryas che io non ho
nessun nemico nel mondo. Amo il genere umano con lo stesso affetto con
cui una buona madre ama i suoi figli; no, anche di più. Sono nemico solo
delle false credenze e delle dottrine che minano la verità.”
La bellezza della verità del Promesso Messia attirò gente non solo fra i
Mussulmani, ma anche da altre fedi e altri credo. Hadhrat Bhai Abdur
Rahman (ra), per esempio, si aggiunse al gruppo dei devoti seguaci del
Promesso Messia quando era solo un ragazzo di circa sedici anni.
Apparteneva a una buona famiglia indù, ma, dopo aver letto alcuni degli
scritti del Promesso Messia , venne a trovarlo a Qadian nel 1895 e
diventò mussulmano. La storia della sua risolutezza, lealtà e profonda
devozione verso il Promesso Messia è una storia molto illuminante. Allo
stesso modo, Hazrat Bhai Abdur Rahim (ra) abbandonò il credo Sikh in cui
era cresciuto e adottò la fede dell’ Islam e nel 1894 fece il Giuramento
di Obbedienza nelle mani del Promesso Messia; e così molti altri. Anche
una scarsa conoscenza della storia sociale e della comunità dell’India
di quel periodo mostrerebbe che tali conversioni all’Islam erano atti di
immenso coraggio e forza. Era un’azione simile a un invito a morte! La
divisione etnica della società indiana fra Indù, Mussulmani e Sikh era
così profonda che colorava l’intero campo sociale . Di conseguenza,
quando della gente di radici indù o sikh abbandonava i loro credo e
accettava l’Islam dalle mani del Promesso Messia, sollevava una tempesta
di reazioni contro di loro da parte delle loro stesse famiglie, le quali
cercavano di rivendicare la loro progenie con ogni mezzo, lecito o
illecito. L’attrazione della verità e della bontà del Promesso Messia,
tuttavia, era tale che, una volta che i convertiti avevano fatto i
primi, coraggiosi passi verso il Promesso Messia, essi non si voltavano
mai indietro!
Il Professor Raig, un rinomato astronomo inglese di quel tempo, venne a
trovare il Promesso Messia il 12 maggio 1908. Egli fece molte domande a
cui il Promesso Messia diede illuminanti risposte. Il Professore se ne
andò il 18 maggio 1908, col desiderio di fare altri incontri. Alcune
conversazioni del Professore con il Promesso Messia furono registrate e
conservate. 23
Dopo ripetuti incontri con il Promesso Messia, il Professor Raig accettò
l’Islam e restò mussulmano fino alla fine.
Venne anche a Qadian, nel 1902, un nobile e santo studioso del Palazzo
Reale del re dell’Afghanistan. La santa persona era Sahibzada Abdul
Latif di Khost, in Afghanistan. Anche lui era uno studioso famoso,
riconosciuto come il più eminente teologo dell’Afghanistan, con un suo
largo seguito. Egli era tenuto in grande considerazione anche dal Re, il
quale lo aveva nominato Dotto di Corte. A Sahibzada Abdul Latif non
mancavano ricchezze materiali. I suoi possedimenti si estendevano per
più di centomila acri nella provincia di Khost e aveva un altro
ragguardevole possedimento a Bannu, sul confine.
Nel 1893 fu nominato Membro della Commissione Reale , che aveva lo scopo
di negoziare le condizioni fra gli Inglesi e i due partiti accampati
vicino al confine col Parachanar. Nel gruppo degli inglesi c’era uno
stenografo di Peshawar , il quale era un seguace del Promesso Messia.
Era Chun Baadshah; egli, vedendo nel Signor Sahibzada una persona dotta
e santa, si fece coraggio e gli mostrò il libro del Promesso Messia
A'ina Kamalat-e-Islam. Il Signor Sahibzada trascorse tutta la notte
preso da quel libro e al mattino era convinto che la persona
profetizzata dal Santo Profeta dell’Islam come Messia e Mahdi fosse
senza dubbio l’autore del libro.
Uno dei discepoli più stretti, il Signor Sayyed Abdus Sattar, ha
riferito che il signor Sahibzada lesse questo libro prima di loro e
dichiarò che quello era il Mahdi che doveva arrivare. Il resto è storia!
E’ la storia della percezione, del riconoscimento della verità, della
forza dell’amore del Signor Sahibzada Abdul Latif (ra) per il suo amato
Maestro, il Promesso Messia e Mahdi, un amore che egli pagò con la vita.
Egli non fu, tuttavia, il primo martire fra i seguaci del Promesso
Messia (as).
Prima di andare a Qadian il Signor Sahibzada Abdul Latif mandò a Qadian
uno dei suoi discepoli più fidati, Maulvi Abdur Rahman per osservare il
Promesso Messia e le sue attività e perché mandasse un diario con le sue
osservazioni. Nel suo viaggio di ritorno a Kabul, egli portò per il suo
Maestro vari libri del Promesso Messia. Nel 1901, in uno di questi
viaggi di ritorno da Qadian all’Afganistan, aveva con sé alcuni scritti
del Promesso Messia che includevano le sue dichiarazioni sulla questione
della Jihad. Questo venne riferito al Re, che emanò nei suoi confronti
un ordine di arresto; in seguito egli venne assassinato in prigione,
soffocato con un pezzo di stoffa. E così egli diventò il primo martire
fra i seguaci del Promesso Messia (as).
I documenti, però, non dicono che il Signor Sahibzada fosse interrogato
in conseguenza di questo fatto ed egli continuò a mandare a Qadian altri
discepoli, stretti e fidati, con la stessa missione. Alla fine, nel
1902, egli decise di incontrare di persona il Promesso Messia . Quando
arrivò a Qadian e vide il volto illuminato e santo del Promesso Messia,
fu amore a prima vista. Non ebbe assolutamente nessuna esitazione ad
accettare Hadhrat Mirza Ghulam Ahmad (as) come il Promesso Messia e fece
il Giuramento di Obbedienza nelle sue mani. Rimase in compagnia del
Promesso Messia (as) parecchi mesi e se ne andò molto malvolentieri.
Quando tornò in Afghanistan, il Re e il clero gli chiesero di ripudiare
il Promesso Messia (as). Egli rifiutò di rigettare le rivendicazioni di
Hadhrat Mirza Ghulam Ahmad di essere il Promesso Messia e Mahdi, e, come
risultato, il Re dell’Afganistan, in connivenza con i chierici di Corte,
ordinò il suo arresto, in attesa di giudizio. Il 14 Luglio 1903 il re
ordinò che il suo corpo in catene fosse trascinato lungo le strade di
Kabul con una corda infilata nel naso e portato così fino al luogo
dell’esecuzione. La gente fiancheggiava le strade in grande moltitudine,
con fare beffardo e canzonatorio. Sul luogo dell’esecuzione, egli fu
mezzo bruciato sul terreno e la prima pietra fu gettata dal capo Qadi
(giudice) seguito dal Re stesso, e poi da una pioggia di pietre. (Oh,
crudeltà umana! Non conosci limiti?) Al suo corpo, bruciato sotto il
cumulo di pietre, fu , poi, data segreta sepoltura dai suoi discepoli
.Così finì la santa vita di Sahibzada Abdul Latif Sahibzada,
martirizzato sul sentiero dell’amore, sul sentiero di Dio, fedele fino
alla fine.24
Commentando questo episodio, il Promesso Messia scrisse: “ Prima di
questa tragedia, c’era già stato l’assassinio di Mian Abdul Rahman, uno
dei miei seguaci; sul quel episodio Dio si mantenne calmo, non reagì; ma
Egli non tollererà più una tale brutalità e delle terribili conseguenze
di un simile evento sarà data testimonianza. E’ stato riferito che, dopo
l’uccisione del martire, deceduto per mezzo di migliaia di pietre, a
Kabul scoppiasse un’epidemia di colera e morisse un gran numero di
persone, compresi importanti uomini e dignitari di stato e molti parenti
di Amir . Ma questo non è tutto. Quello fu un assassinio assolutamente
impietoso che non conosce eguali sotto il cielo. Ahimè, che vergogna!
Che cosa ha fatto quell’ignorante di Amir? Ha ucciso in modo brutale un
uomo tanto incomparabile, innocente e retto e si è assicurata la sua
stessa rovina.
Oh, terra di Kabul! Sei testimone di un crimine efferato commesso sul
tuo suolo. Oh, terra miserabile! Tu sei stata condannata, agli occhi di
Allah, poichè sei la scena di quell’atrocissimo crimine. 25
I nostri lettori possono giudicare da soli la validità di questa
affermazione profetica.
La storia dell’amore e della devozione dei compagni del Promesso Messia
è una testimonianza viva del fatto che, quando la bellezza della verità
di una persona e la sua bontà attraggono sinceramente, ciò costringe
l’osservatore a seguire lo stesso sentiero di bontà. Questa,
sicuramente, è un’affermazione di riconoscimento e accettazione molto
più potente di qualsiasi affermazione verbale . E’ questa attrazione
irresistibile che fa di una Guida divinamente ispirata la “finestra”
attraverso cui l’anima può guardare la bellezza finale, la bellezza
della verità, la Bellezza di Dio. Hadhrat Mirza Ghulam Ahmad di Qadian,
il Promesso Messia e Mahdi, avanzando sulle orme del suo Maestro, il
Santo Profeta (saw) dell’Islam, consentì a molti di coloro che lo
seguirono di conoscere Dio. Egli consentì, e ancora consente, a una
persona di raggiungere il vero scopo della vita, e cioè che “la finestra
del suo cuore possa aprirsi a Dio” 26
Riferimenti
1. Hadhrat Ahmad di Hazrat Mirza Bashirudin Mahmud Ahmad. Ed 1916.
2. Tadhkira, 1969, (p.43/50). Ed.
3. Ashab-e-Ahmad di Malik Salahudin M.A., (Vol. 9).
4. Tadhkira, ed. 1969, (p.168).
5. Ahmadiyya Movement di H. A. Waiter.
6. Un Profilo del Promesso Messia di Hadhrat Maulvi Abdul Karim Sahib,
ed. 1924.
7. ibid.
8. ibid.
9. Ashab-e-Ahmad, by Malik Salahudin M.A., (Vol. 4).
10. Un Profilo del Promesso Messia di Hadhrat Maulvi Abdul Karim Sahib,
ed. 1924
11. Seerat Masih-e-Maoud (Parte II) di Hadhrat Yaqoub Ali Irfani.
12. Il Promesso Messia di Mirza Mubarak Ahmad.
13. Un Profilo del Promesso Messia - vedi sopra.
14. Un Profilo del Promesso Messia - vedi sopra.
15. Seerat Masih-e-Maoud (Parte III) di Hadhrat Yaqoub Ali Irfani.
16. Ashab-e-Ahmad (Vol. 4) di Malik Salahudin M.A.
17. Un Profilo del Promesso Messia - vedi sopra .
18. ibid.
19. ibid.
20. Seerat Masih-e-Maoud (Parte III) diHadhrat Yaqoub Ali Irfani.
21. Hadhrat Ahmad di Hadhrat Mirza Bashirudin Mahmud Ahmad, ed. 1916.
22. Relazione di Sheikh Abdur-Rahman Sahib (dalla rivista Ansarullah
Ottobre 1995)
23. Malfoozat vol. 1O pp. 353-364 (Vedi anche Review of Religions
Giugno1994)
24. I Martiri Afgani di B. A. Rafiq.
25. Tadhkiratush Shahadatain (Racconto di due martirii), 1903.
26. Filosofia degli insegnamenti dell’ Islam (p. 86), ed. 1989.
©Associazione
della Gioventù Mussulmana Ahmadiyya Italia
Per ulteriori informazioni contattare
info@khuddamulahmadiyya.it |