|
English Version


“ Muhammed(sa) non è il padre di nessuno dei
vostri uomini, ma egli è il Messaggero di Allah,
e il
Sigillo dei Profeti,
e Allah ha conoscenza piena di tutto le cose.”
The Holy Quran (33:41)
Muhammad (SA) nella Bibbia
Tavola
dei contenuti
· La Prova razionale
· La Prova Storica
· Un Profeta dai tuoi Confratelli
· Luce Divina dal Paran
· La terra era piena della Sua Lode
· Il Principe della Pace
· Conclusione
Oggi il mondo cerca
l’evidenza razionale e storica per dimostrare la verità di una persona
che proclama di essere mandato da Dio. Questi criteri supportano
pienamente la verità del Nostro Santo Profeta Muhammad sa.
Il pensiero razionale indica che il
mondo aveva un bisogno pressante di rivelazione, di acqua dalla fonte
della guida spirituale, al tempo in cui apparve il Santo Profeta. Egli
condusse una vita ideale, un esempio perfetto da seguire nel futuro.
Egli cominciò la sua missione in presenza di enormi difficoltà. Egli e
i suoi seguaci incontrarono una forte opposizione e persecuzione. Ma
venne protetto ed aiutato da Dio in modo miracoloso. Prima della sua
morte la sua missione era fermamente consolidata in tutta l’Arabia e si
stava velocemente espandendo in altri paesi. Egli operò miracoli. Egli
predisse il futuro e le sue profezie si avverarono non solo durante la
sua vita, ma continuano ad avverarsi ancora nel nostro tempo. Egli ha
portato un insegnamento che ha attratto innumerevoli seguaci fin da
quando è apparso. In breve, tutte le prove razionali dimostrano che la
missione del Santo Profeta Muhammad sa veniva veramente da
Dio.
C’è anche un’altra prova, quella
storica, che questi nostri giorni richiedono messaggero di Dio. Un
autorevole Vescovo americano della Chiesa Cattolica scrisse su una
rivista di importanza nazionale che la prova della storia valida per
tutti gli uomini, tutte le civiltà e tutte le età poteva applicarsi solo
a Gesù perché:
“Non c’erano
profezie per Budda, Muhammad sa o chiunque altro – eccetto
che per Cristo. Gli altri sono solo arrivati e hanno detto: “Eccomi
qua, credetemi”. Solo Cristo esce dalle righe e dice: La mia venuta è
stata annunciata, fin nei minimi dettagli”.
Questa affermazione è chiaramente una
sfida e richiede attenzione. Noi Musulmani crediamo che Gesù fosse un
vero profeta di Dio. Accettiamo anche che il suo avvento sia stato
preannunciato nelle precedenti scritture.
Ma che dire di Muhammad sa?
Noi troviamo che l’avvento di Muhammadsa
sia stato annunciato in termini chiari e precisi non solo da Gesù
stesso, ma anche da Mosé e dagli altri profeti biblici. Infatti, da del
tutte le parole da Gesù, appare che il portare la buona novella della
venuta di un grande profeta fosse uno dei principali obiettivi della sua
missione.
Ripetutamente Gesù ha detto di essere
stato mandato in questo mondo solo per dare tanta guida quanto la gente
del suo tempo potesse sopportare. E per quanto concerne il completo
insegnamento che avrebbe dovuto restare per sempre con gli uomini, egli
disse:
“Ma il
Consolatore, cioè lo Spirito Santo, che il Padre manderà in nome mio, vi
insegnerà tutte le cose e riporterà alla mente tutto, qualunque cosa io
vi abbia detto.” (Giovanni 14-26)
Solo il profeta dell’Islam avrebbe
potuto soddisfare questa profezia di Gesù. Muhammad sa fu veramente
mandato in nome suo perché egli fece testimonianza della sua verità. Il
Santo Corano dice:
“Il Messia,
figlio di Maria, era un messaggero, sicuramente (altri) messaggeri come
lui lo avevano preceduto.” (Il Santo Corano 5:76)
Il Santo Corano riporta che gli angeli
dissero a Maria:
Certamente Allah
ti manda buone nuove con una parola da parte Sua che il nome del Messia
è Gesù, figlio di Maria, degno di rispetto in questo mondo e
nell’altro. (Il Santo Corano 3:46)
Il Santo Profeta ha fatto
testimonianza della verità di Gesù come un Maestro e un Profeta divino e
onorato, e ha dichiarato che erano in errore e mal guidati coloro che
pensarono che fosse maledetto. Il Santo Corano descrive i suoi
insegnamenti come “guida e luce”.
Elaborando
ulteriormente la stessa profezia, Gesù disse:
“Ciò nonostante
io vi dico la verità; è un espediente per voi che io vada via: poiché,
se io non me ne vado, il Consolatore non verrà da voi. E quando egli
verrà, redarguirà il mondo riguardo al peccato,alla giustizia e al
giudizio. Ho ancora molte cose da dirvi, ma io non posso dirvele ora.
Quando verrà lo Spirito della Verità, sarà lui che vi guiderà alla
verità: poiché egli non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che
udrà, … e vi annunzierà le cose a venire. Mi glorificherà: poiché egli
riceverà del mio e ve lo annunzierà.” (Giovanni 16: 7-14)
Questa profezia chiaramente enuncia
che
1. Il Consolatore verrà dopo
la dipartita di Gesù
2.
Quando il
Consolatore verrà, egli redarguirà il
mondo riguardo al
peccato, alla giustizia
e al giudizio.
3. Egli guiderà il mondo alla
verità.
4. Il libro a lui rivelato non
conterrà parola umana.
5. Predirà le cose che
verranno.
6. Glorificherà Gesù e lo
libererà da tutte le accuse.
Se noi prendiamo
questa profezia punto per punto, viene assolutamente dimostrato che essa
non si applica a nessun altro se non al Santo Profeta Muhammad sa.
Egli venne dopo Gesù. Si suppone che il Consolatore avrebbe redarguito i
seguaci di Gesù. Ovviamente non poteva essere un Cristiano o un Giudeo.
La profezia fa certamente riferimento a uno che dovrebbe appartenere a
un altro popolo, ma dovrebbe rispettare Gesù e promuoverne la riverenza.
Il Santo Profeta non era né un Giudeo né un Cristiano. Era un Ismaelita.
Ma difendeva l’onore di Gesù. Così dice il Corano:
“[Gli Ebrei] non
l’ hanno trucidato, non l’ hanno crocifisso, ma gli era fatto apparire
come se lo avessero crocifisso, e coloro che dissentono su ciò si
trovano certamente in uno stato di dubbio al riguardo; essi non ne hanno
una conoscenza definita, ma seguono solo una congettura; ed essi non
hanno convertito la congettura in una certezza; al contrario, Allah lo
ha innalzato a Lui.” (Il Sacro Corano 4:158)
Qui il Sacro Corano dice in modo
specifico che Gesù fu salvato da quella maledetta morte preparata per
lui dai suoi nemici. Ad ogni modo, essi hanno solo creduto di essere
riusciti a crocifiggerlo. Ma Allah non solo lo ha salvato: lo ha ammesso
nella cerchia dei Suoi favoriti.
Sulla promessa, “Egli vi mostrerà le
cose a venire”, dobbiamo dire solo che nessun profeta ha parlato al
mondo di cose a venire quanto ne ha parlato il profeta dell’Islam.
La profezia diceva che “egli non
parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che udrà” . Questa descrizione
si può applicare solo al profeta Muhammad sa. Il Vecchio e il
Nuovo Testamento non contengono un solo libro in cui la parola dell’uomo
non sia stata mischiata con la parola di Dio. Il Corano non è altro che
la parola di Dio dall’inizio alla fine. Non vi si trova neanche una
parola del Profeta. Quando Pietro apparve davanti al popolo di
Gerusalemme, le sue parole furono: “Uomini e confratelli, lasciate che
vi parli liberamente”. Giovanni comincia una delle sue conversazioni con
“Io, Giovanni, che sono vostro fratello”. Sulla stessa linea leggiamo le
parole dette da Filippo, Giacomo e altri nella Bibbia.
Del Santo Profeta il
Corano dice:
“Egli non parla
per suo desiderio. Ciò che viene rivelato non è niente altro che
rivelazione.” (Il Santo Corano 53: 4-5)
La profezia
narra: “Egli vi guiderà alla Verità” . E ancora, Muhammad sa
fu il solo profeta che rivendicò di aver portato una legge universale e
perfetta.
Il Sacro Corano
dice:
“Oggi Noi
abbiamo perfezionato per voi la vostra religione e abbiamo reso completo
il Nostro favore su di voi.” (Il Sacro Corano 5:4)
Con quanta chiarezza la profezia si è
compiuta in tutti i suoi dettagli nella persona del Profeta Muhammad
sa ! A volte viene fatto un tentativo mal riuscito di
offuscare la gloria di questa meravigliosa profezia sostenendo che il
Consolatore sarebbe stato lo Spirito Santo che, dopo Gesù, sarebbe
venuto ai suoi discepoli. Ci si chiede come questo argomento possa
essere posto in armonia col fatto che si faccia riferimento alla persona
prevista nel testo con il pronome “egli”, il quale non potrebbe in modo
credibile essere usato per fare riferimento a uno spirito. Inoltre , non
si diceva che lo Spirito della Verità sarebbe venuto solo dopo la
dipartita di Gesù? Si deve quindi accettare l’idea che lo Spirito Santo
non fosse con Gesù? Ovviamente nessun credente cristiano accetterebbe
questa idea. Si potrebbe anche indagare su dove sia quella verità che
non si trova nel Nuovo Testamento, ma fu portata più tardi dallo Spirito
Santo.
Il fatto è
che prima di Gesù lo stesso Mosé aveva predetto l’avvento di un grande
profeta con parole chiare e precise. Quando Mosé salì sul monte Sinai
per ordine di Dio, egli si rivolse agli Israeliti dicendo:
“Il Signore
Dio Vostro farà nascere un profeta fra di voi, fra i vostri stessi
confratelli, simile a me ; a lui voi dovrete dare ascolto.”
(Deuteronomio 18:15)
E ancora,
le parole di Dio a Mosè:
“Io farò
nascere un profeta fra i loro confratelli, simile a te, e metterò nella
sua bocca le mie parole ed egli dirà loro tutto ciò che gli comanderò. E
verrà a succedere che , chiunque non darà ascolto alle parole che egli
dirà in nome mio, io gliene chiederò conto.” (Deuteronomio 18:18-19).
E’ evidente da
questi versetti che Mosè predisse l’avvento di un Profeta che portasse
una Legge, il quale doveva venire dopo di lui e che doveva essere della
stessa stirpe di Israele. Che egli dovesse essere il portatore di una
Legge e non un comune Profeta è ovvio dedurlo dalle parole “simile a
Mosè” , dal momento che egli [Mosé] era uno che aveva portato le Leggi.
La promulgazione di “una nuova Legge” significa l’inizio di un nuovo
movimento, di una nuova nazione. Un Profeta con una nuova Legge non è
ovviamente un maestro o un riformatore comune. Egli deve presentare un
insegnamento globale, che incorpori dei principi fondamentali così come
le regole dettagliate.
Gesù era quel
profeta? Lui era un portatore di Leggi? Egli ha portato al mondo una
nuova Legge che sostituisse quella vecchia? La risposta è nelle sue
stesse parole:
“Non pensate che io sia venuto a
distruggere la Legge o i Profeti; non sono venuto a distruggere, ma a
portare a termine . In verità io vi dico, finché ci saranno il cielo e
la terra, assolutamente nulla in alcun modo cambierà nella Legge,
finché tutto non si compirà. (Matteo 5: 17-18)
E i seguaci di Gesù arrivarono a
dichiarare:
E la Legge non è nella fede : ma,
“L’uomo che la farà, vivrà in essa. Cristo ci ha redenti dalla
maledizione della legge.”(Lettera ai Galati 3:12-13)
Gesù non avanza nessuna pretesa di una
nuova Legge: i suoi discepoli consideravano la Legge come una
maledizione: fu il Santo Corano che annunciò fin dall’inizio che :
“Questo è il Libro (completo e
perfetto), in esso non c’è nessun dubbio. E’ una regola per i giusti.”
(Il Santo Corano 2:3)
Inoltre, la profezia dichiarava che il
Promesso sarebbe nato non fra Israeliti, ma fra i suoi confratelli.
Muhammad sa faceva parte dei confratelli degli Israeliti, gli
Ismaeliti.
Essa diceva anche che Dio avrebbe
messo le Sue parole nella sua (del Profeta) bocca. I vangeli del Nuovo
Testamento non consistono di parole messe da Dio in bocca a Gesù. Ci
raccontano solo la sua storia e ciò che lui e i suoi discepoli hanno
detto e fatto.
D’altra parte il Santo Corano dice:
“Di’, o Muhammad sa, Io
sono un uomo come te: solo la parola di Dio viene a me.” (Il Santo
Corano 18:111)
La profezia parlava di “parole che
egli dirà in nome mio.” Può sembrare strano che non ci sia un solo
esempio di parole che si possa dire che Gesù abbia ricevuto da Dio con
l’ordine di tramandarle. D’altra parte, il Santo Corano proclama in modo
specifico di essere la parola di Dio.
Le parole del Signore hanno annunciato
che il Promesso sarebbe stato un profeta. Gesù, secondo gli evangelisti
cristiani, non proclamava di essere un profeta. Matteo riporta che egli
chiese ai suoi discepoli:
La gente di chi dice che sia il
figlio dell’uomo?
Pietro rispose che era il Cristo, il
Figlio del Dio Vivente.
(Matteo 16:13-16)
Così Gesù negò di essere Giovanni
Battista o Elia o uno dei Profeti. Muhammad sa fu dichiarato
non solo come un profeta, ma anche “simile a Mosé”, quando il Corano
disse:
“In verità Noi ti abbiamo mandato un
Messaggero, che è un testimone per te, proprio come abbiamo mandato un
Messaggero al Faraone.” (Il Santo Corano 73:16)
In breve, millenovecento anni prima
della venuta del profeta dell’Islam, Mosé dichiarò che la sua Legge non
era, nel proposito divino, l’ultima Legge; che il mondo doveva avere in
seguito una Legge più piena; e che, perciò, Dio avrebbe mandato nei
giorni a venire un altro Suo Messaggero. Questo Messaggero doveva
insegnare tutta la verità; era lui che doveva segnare l’ultima fase nel
progresso spirituale dell’uomo. Il mondo doveva aspettare un altro Libro
e un altro Profeta.
Pertanto, se il Corano e il Santo
Profeta sono venuti dopo la Bibbia e dopo i Profeti Mosè e Gesù, e se
essi proclamano di essere venuti da Dio come guida per l’uomo, la loro
rivendicazione deve essere considerata giusta e vera. Ciò deve essere
preso come il compimento di antiche profezie. La rivelazione del Corano
non fu una rivelazione gratuita, una ridondanza in presenza di altre
rivelazioni. In verità, se il Corano non fosse stato rivelato, le
promesse fatte da Dio attraverso i Suoi Messaggeri sarebbero rimaste
incompiute, e il mondo sarebbe stato afflitto dal dubbio e
dall’incredulità.
Le profezie della Bibbia avevano
condotto i loro seguaci dalla parte del mondo dove il grande Profeta
doveva apparire. Così fu detto.
“Ed egli disse, Il Signore venne dal
Sinai e salì a loro da Seir e brillò dal Monte Paran e venne con
diecimila santi; nella sua mano destra aveva per loro una legge
infuocata, ardente.” (Deuteronomio 33:2)
In questo passo vengono promesse a
Mosè tre manifestazioni della gloria di Dio. La prima di queste apparve
sul Sinai al tempo di Mosè. Passò del tempo.
La seconda manifestazione promessa
nella profezia doveva avvenire a Seir, una parte del mondo dove
avvennero i miracoli di Gesù. Pertanto, “salire da Seir” significava
l’avvento di Gesù.
La terza manifestazione della gloria
divina doveva venire dal Paran, e Paran(Faran, in arabo) è il
nome delle colline che si trovano fra la Mecca, città natale di Muhammad
sa, e Medina , la città dove egli morì. Secondo il Vecchio
Testamento, Ismaele, l’antenato di Muhammad sa, viveva
proprio in queste zone. Così nella Bibbia noi leggiamo:
“E Dio fu col ragazzo (Ismaele): ed
egli crebbe, e visse nel deserto e diventò un arciere. E visse nel
deserto di Paran.”
(Genesi 21:20-21)
L’evidenza
storica e geografica mostra che i discendenti di Abramo vivevano in
Arabia. Loro tutti avevano un grande rispetto per la Mecca e la ka’aba,
la casa del culto costruita da Abramo. Suo figlio Ismaele si stabilì
per primo alla Mecca. Il libro della Genesi fa riferimento ai nomi dei
dodici figli di Ismaele, inclusi due di nome Tema e Kedar.(Genesi
25:13-16) Ciò è ulteriormente supportato dalla testimonianza di Isaia
dove leggiamo:
“Il peso
dell’Arabia. Nella foresta dell’Arabia abiterete, o voi compagnie
viaggianti di Dedanim. Gli abitanti della terra di Tema portavano
l’acqua a colui che aveva sete, portavano il pane a colui che fuggiva.
Poiché essi fuggivano dalle spade, dagli archi curvi e dall’atrocità
della guerra. Perciò il Signore mi aveva detto che, nel giro di un anno,
inteso come l’anno di un mercenario, tutta la gloria di Kedar sarebbe
finita; e il resto degli arcieri, i potenti uomini dei figli di Kedar,
sarebbero stati ridotti di numero: perché l’aveva detto il Signore Dio
di Israele.”
(Isaia
21:13-16)
Questo passo profetico è un’immagine
della battaglia di Badr che ebbe luogo un anno dopo la migrazione del
Santo Profeta dalla Mecca a Medina. In questa battaglia i figli di
Kedar, il popolo della Mecca e dei territori circostanti, incapaci di
opporsi, di resistere alla fierezza degli spadaccini e arcieri
musulmani, subirono una disastrosa sconfitta. Dio diede a un manipolo
di uomini, male armati e senza provviste, i mezzi per infliggere una
tale umiliazione a un esercito comandato da generali esperti.
Le battaglie con gli abitanti della
Mecca continuarono contro forze molto più numerose fino al momento in
cui Muhammad sa entrò alla Mecca dopo una lotta durata
parecchi anni. Quello fu il tempo in cui diecimila santi lo
accompagnarono. Il Santo Profeta dichiarò che il messaggio di Dio era
stato completato nella forma del Santo Corano. Così si compì la profezia
di Mosé che il Signore avrebbe brillato dal Paran con diecimila santi,
con una Legge “infuocata” nella mano destra. E così si compì anche la
profezia di Gesù che lo Spirito della Verità “vi guiderà alla verità”.
La Sua Legge “infuocata”, il Sacro Corano, curava tutte le impurità
della carne e mutava in oro puro i cuori più grezzi.
Gesù avrebbe potuto compiere quella
meravigliosa profezia? Egli non salì dal Paran: aveva solo dodici
discepoli, non diecimila santi. Isaia aveva parlato di uno che sarebbe
fuggito; la Migrazione di Muhammad sa è una parte così
importante della storia musulmana che il calendario islamico comincia
proprio dall’anno della migrazione.
“La Terra era piena della Sua Lode”
Quell’avvento era stato profetizzato
anche da Abacuc parecchi secoli prima di Cristo
Così noi leggiamo:
“Dio veniva da
Teman, e il Santo dal Monte Paran. Selah. La sua gloria aveva coperto
i cieli e la terra era piena della sua lode. E il suo bagliore era come
la luce; egli aveva corni che uscivano dalle sue mani: e là era nascosto
il suo potere.
Prima di lui era
venuta la pestilenza, e carboni ardenti arrivarono ai suoi piedi. Egli
stette e misurò la terra; egli guardò, e separò le nazioni; e le
montagne eterne vennero disperse, e le colline perpetue si piegarono. Io
ho visto le tende di Cushan in disgrazia; e la tendine della terra di
Midian tremare.” (Abacuc 3:3-7)
Anche questo testo mostra che la terza
manifestazione menzionata precedentemente si sarebbe avuta tramite uno
che sarebbe apparso dalla terra di Tema e dal Monte Paran. La terra
sarebbe stata piena della sua lode. Allora non è un puro caso che il
Santo Profeta dell’Islam si chiamasse Muhammad sa, che alla
lettera significa “Colui che è Lodato”. Solamente un uomo, col nome
bello come la sua personalità e il suo carattere, poteva corrispondere
alla descrizione di Abacuc. I nemici di Muhammad sa, quando
lo incontrarono, patirono la distruzione, la pestilenza e l’umiliazione
di “carboni ardenti” nonostante il loro esercito, più forte e più
grande, fosse preponderante.
Mosé morì mentre stava ancora
combattendo i suoi nemici. Gesù fu messo sulla croce. Perciò il profeta
che guardò e separò le nazioni, come menzionato da Abacuc, non poteva
essere che Muhammad sa. I suoi nemici, che sembravano delle
“montagne eterne e delle perpetue colline” con la loro immensa forza
furono completamente respinti. Più tardi anche “le tende di Cushan” e
“le tendine della terra di Midian”, cioè la terra di Canaan, che allora
era sotto l’imperatore romano, trovarono la loro salvezza arrendendosi
ai seguaci del Santo Profeta al tempo dei successori di Cesare.
Continuiamo con Isaia. Qui noi
troviamo molti passi che riferiscono di un profeta a venire, il che può
essere vero solo in riferimento a Muhammad sa. Ci viene detto
di un tempo in cui un uomo chiamerà le nazioni del mondo che
rapidamente risponderanno alla sua chiamata e si raccoglieranno intorno
a lui. (Isaia 5:26-30) Ci viene detto che i seguaci del Promesso saranno
obbligati a prendere parte a delle guerre. Ci viene detto che l’avvento
di questo profeta sarà in un tempo in cui anche la luce sarà oscurata
dal peccato e dalla corruzione della terra e del mare. Isaia ci dice
anche che in quel tempo Dio volgerà il viso via dalla casa di Giacobbe
(Isaia 8:13-17)
E poi: “Poiché a
noi è nato un bambino , a noi è stato dato un figlio; e il governo
starà sulle sue spalle; e il suo nome sarà Consigliere Magnifico, Dio
Possente, Padre Eterno, Principe della Pace. Alla crescita del suo
governo e della pace non ci sarà fine, sul trono di Davide e sul suo
regno, per ordinarlo e consolidarlo con giudizio e con giustizia da
allora in avanti nei secoli dei secoli. Lo zelo del Signore degli
Eserciti lo compirà.” (Isaia 9:6-7)
La profezia promette un Re che avrà
cinque titoli:
Magnifico
Consigliere
Dio Possente
Padre Eterno
Principe della Pace
Gesù fu mai un Re? Gli appellativi
enumerati in questa profezia si sono mai potuti applicare a lui? Avrebbe
potuto essere chiamato “Magnifico” per via della sua nascita
particolare, ma mentre i suoi denigratori guardavano questa nascita come
illegittima, i suoi sostenitori erano in dubbio sulla sua ascendenza.
Egli non esibì mai la potenza, la forza a cui si fa riferimento nel
passo di cui sopra. Né poteva essere chiamato Padre Eterno, perché lui
stesso ha menzionato un altro che sarebbe venuto dopo di lui. E neppure
diventò Re né poté portare la pace al mondo. Egli rimase oppresso dai
suoi avversari finché non fu messo in croce. Non poteva pertanto essere
chiamato appropriatamente “Principe della Pace”. Egli non raggiunse mai
nessuna posizione di comando e così le parole “il suo governo non avrà
fine” non ha senso nei termini della sua vita. Questi segni menzionati
da Isaia si applicano solamente al Profeta dell’Islam.
Fu lui a doversi sobbarcare le
responsabilità di uno stato, e così, proprio contro il suo volere,
dovette essere chiamato Re.
Muhammad sa era Magnifico
sia di nome che per le sue imprese. Gesù, nella sua parabola della
vigna, parla del padrone che lasciò le vigne ai suoi contadini .
Questi malvagi non solo picchiarono,
uccisero e lapidarono gli altri suoi servi, ma anche suo figlio. Il
Signore, dice Gesù, verrà lui stesso a distruggere quei contadini
malvagi e a consegnare la vigna a coloro che “consegneranno i frutti a
tempo debito”. E sarà così perché:
“La pietra, che i muratori hanno
scartato, è diventata il capo del nuovo venuto; e questa è l’azione del
Signore ed è mirabile ai nostri occhi.”
(Matteo 21:33-44)
Questo è il modo in cui il “Magnifico”
doveva apparire. Quando il figlio fosse stato ucciso, sarebbe stato
mandato l’altro che avrebbe dimostrato di essere la “pietra angolare”.
E sarebbe sembrato “mirabile” agli
occhi di Gesù e del mondo intero.
E per quanto concerne le sue imprese
mirabili possiamo citare Thomas Carlyle. Egli scrive:
“Per la nazione araba fu un’uscita
dalle tenebre alla luce; l’Arabia divenne viva per mezzo di esso. A un
povero popolo di pastori, che dalla creazione del mondo vagava
negletto nel deserto, fu mandato un profeta-eroe con un verbo in cui
essi potevano credere: vedete, i negletti diventano importanti a
livello mondiale, i piccoli diventano grandi a livello mondiale, “dopo
un secolo l’Arabia è a Granada da questa parte e a Delhi dall’altra,
brillando in valore e splendore e nella luce del genio, l’Arabia brilla
a lungo su una parte del mondo. Il Credo/la Fede è grande, durevole: La
Storia di una nazione, con la stessa rapidità con cui crede, diventa
feconda, grande, elevata in spirito. Quegli Arabi, l’uomo Muhammad
sa e quel secolo – non è come se una scintilla fosse caduta, una
scintilla in un mondo che sembrava buio, sabbia negletta, ma poi, la
sabbia si dimostra essere polvere esplosiva, con fiamme alte come il
cielo da Delhi a Granada. Io dico: un grande uomo è sempre stato un
fulmine dal cielo; il resto degli uomini lo hanno atteso come (se
dovesse arrivare) un combustibile, poi anche loro si sono infiammati.
(Thomas Carlyle
in “ Heroes And Hero-worship” )
Il secondo nome del Promesso è quello
di Consigliere. Anche quello si applicava al Santo Profeta. Una nazione
si volse a lui per un consiglio. Egli, in cambio, tenne una regolare
consultazione col suo popolo, e rese obbligatorio che uno stato
consultasse il popolo in tutte le questioni importanti. Il Sacro Corano
ci dice che i suoi seguaci cercarono questa consultazione con
regolarità.
La profezia lo ha anche descritto come
Dio possente. La Bibbia ha spesso menzionato i profeti come Dio stesso.(
Esodo 7:1 e 4:16)
Ogniqualvolta che si parla di un
essere umano come “simile a Dio”, ciò può solo significare che egli è
una manifestazione dell’Onnipotente. Il Santo Profeta, ancora una volta,
corrisponde alla descrizione della profezia. Nel Sacro Corano ci sono
importanti riferimenti a ciò. Durante la Battaglia di Badr, il Profeta
prese una manciata di ghiaia e la lanciò verso il nemico. Questo fu il
segnale che scatenò una tempesta di sabbia che confuse il nemico e
contribuì alla sua sconfitta. Su ciò, Dio dice al Santo Profeta: “E
non fosti tu a gettare, quando gettasti, ma fu Dio stesso che gettò.”
(Il Santo Corano 8:18)
E ancora dice:
“In verità coloro
che giurano alleanza a te in verità giurano alleanza a Dio.” (Il Santo
Corano 8:18)
Così venne la manifestazione di Di0
Possente, il Santo Profeta, che nel corso della sua vita fu capace di
soggiogare tutti i suoi nemici e di rompere ogni opposizione.
Il quarto nome nella profezia è Padre
Eterno. Gesù fu mandato solo per le pecore smarrite della Casa di
Israele e, pertanto, non poteva credibilmente avere un carattere eterno.
D’altra parte, nel Corano si fa riferimento al Santo Profeta come
“unificatore dell’intera umanità” . (Il Sacro Corano 34:29)
Gli fu promesso che il suo
insegnamento sarebbe stato per sempre con la gente perché, alla fine dei
giorni, il Messia Promesso sarebbe apparso fra i suoi seguaci e avrebbe
ravvivato gli insegnamenti dell’Islam e dato la prova conclusiva che il
dominio spirituale del Profeta dell’Islam fosse eterno e non ci
sarebbero stati maestri celesti, eccetto i suoi seguaci.
Il quinto nome nella profezia è
Principe della Pace. Gesù può onestamente essere chiamato così? Durante
la sua vita non fu mai un sovrano. Non guadagnò mai forza tale da
somministrare il perdono ai suoi nemici, e perciò, non ci furono molte
occasioni per lui di mettere in pratica quel che predicava. D’altra
parte, la vera religione di Muhammad sa viene chiamata Islam, che
significa pace.
Nella vita di Muhammad sa
abbiamo ampia evidenza del suo comportamento di pace e perdono.
In tredici lunghi e faticosi anni il
Profeta dell’Islam e il suo piccolo gruppo di seguaci devoti
sopportarono con calma, dignità e pazienza la più amara persecuzione da
parte degli abitanti della Mecca. Fame, fustigazione, derisioni,
umiliazioni, degradazioni e oltraggi di ogni tipo erano all’ordine del
giorno. Quando il Profeta si rifugiò a Medina, anche là non fu lasciato
in pace. Dopo un periodo di sette anni di prolungata e brutale
persecuzione, il Profeta dell’Islam apparve improvvisamente sulle alture
del Paran, alla testa di diecimila santi e, senza combattere alcuna
battaglia e senza spargere una goccia di sangue, quando qualsiasi pena
inflitta agli abitanti della Mecca sarebbe stata lieve in confronto alla
lunga serie di crimini, il Profeta annunciò, con gentilezza e pietà:
“Non pretenderò per voi nessun
castigo; siete tutti liberi.”. (Il Santo Corano 12:93)
Bisogna chiedersi se questo è’ lo
stesso modo in cui i Cristiani trattarono i loro nemici quando essi
arrivarono al potere? Chi dovrebbe, allora, essere chiamato vero
Principe della Pace, Gesù o Muhammad sa? Gesù non ha potuto
portare la pace agli altri. I suoi seguaci erano in grado di portarla,
ma non l’hanno fatto. Il Profeta dell’Islam aveva il potere di punire i
suoi nemici, ma scelse di perdonarli. Muhammad sa, pertanto,
fu Il Principe della Pace della profezia d’Isaia. E fu lui che tenne il
governo e poté, così, compiere l’ultima parte di questa profezia che
dice, “Alla crescita del suo governo e della pace non ci sarà fine”.
Queste sono solo alcune delle molte
profezie della Bibbia riguardanti l’avvento del grande profeta che
avrebbe guidato il mondo verso la verità assoluta.
Muhammad sa sarebbe stato,
nelle parole di Salomone, “totalmente amorevole” che in ebraico si
esprime con la parola Mahmaddim. (Canto di Salomone 5: 10-16).
Egli era il completamento della
“pietra” del sogno di Daniele. (Daniele 2: 34-35) Egli era l’avvento
dello stesso signore della vigna come preannunciato da Gesù.
E’ vero che nel Vecchio Testamento ci
sono anche delle profezie su Gesù, ma è un dato di fatto che ce ne sono
molte che non possono propriamente applicarsi a lui. Queste potevano
compiersi solo nella persona di colui che sarebbe venuto con una Legge
e la cui missione non era d’essere solo per “le pecore smarrite nella
casa d’Israele”, ma per il mondo intero, colui che veniva definito da
Gesù come il Consolatore e Spirito della Verità. Le profezie su
Muhammad sa nella Bibbia sono chiare e precise.
La porta per il Regno dei Cieli è
stata aperta dal compimento di queste profezie. Benedetti siano coloro
che accettano la chiamata del Signore dei Cieli e della Terra ad entrare
nel Suo Regno e ricevere la Sua comunione.
E la nostra ultima osservazione è che
tutta la lode si deve a Dio, il Sostenitore dell’Universo.
©Associazione
della Gioventù Mussulmana Ahmadiyya Italia
Per ulteriori informazioni contattare
info@khuddamulahmadiyya.it
|