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Hadhrat
Mirza Masroor Ahmed
Il Quinto Califfo dopo il promesso Messiah
Qualità di un
Momin (credente)
Riassunto del Sermone del
Venerdì
rilasciato dal Capo della
Comunità Mussulmana Ahmadiyya Hazrat Khalifatul Massih v ayadallah tala
benasarulaziz
10 Agosto 2007
Riprendendo l’argomento trattato
prima della serie dei sermoni Jalsa Salana, oggi Hazur, nel suo sermone
del Venerdì, ha fatto un discorso sulle qualità di un Momin (credente).
Citando il versetto 26 della
Surah Al Baqarah Hazur ha detto di voler spiegare (quali siano) le
qualità di un vero credente, dopo aver adottato le quali la fede di una
persona diventa autentica ed è il destinatario delle benedizioni e
della beneficenza divine. In verità un credente è uno che fa delle opere
buone e crede nella Unità di Dio, i Profeti di Dio, i Libri, gli
angeli e il Giorno del Giudizio; una persona il cui cuore alla menzione
del nome di Dio si rigonfia d’amore per Lui. Una tale persona sarebbe
anche attenta a non indulgere in qualcosa che potesse incorrere nel
dispiacere Divino e, come risultato, sarebbe soprattutto consapevole di
fare solo quello che Allah vuole.
Esponendo ciò che serve per
essere un vero credente, il Promesso Messia (su cui sia la pace) ha
scritto che prima di tutto uno ha bisogno di impegnarsi col massimo
sforzo per far riconoscere l’Unità di Dio sulla terra. La semplice
dichiarazione della propria fede non basta; serve metterla in pratica.
Un passo pratico per far riconoscere l’Unità di Dio si farà quando una
persona libererà il suo cuore di tutto eccetto Allah, non userà mezzi
furbeschi e falsità per raggiungere scopi personali, si sforzerà di
inculcare l’amore di Dio nei propri figli attraverso una propria
pratica di armonia fra parola e azione e di propagare l’unità di Dio
nella propria sfera di vita con tutta la propria capacità.
In secondo luogo, serve la
compassione per gli esseri umani. Un vero credente è uno che non è
scorretto nei confronti di un’altra persona né con le parole né con le
azioni. Il Santo Profeta ( la pace e la benedizione di Allah sia su di
lui ) ha dichiarato come sia un punto di distinzione per un credente
il fatto che gli altri sarebbero stati al sicuro dalla sua lingua e
dalla sua mano. Hazur ha detto che ciò implica anche che uno senta come
propria la sofferenza di un’altra persona; naturalmente quando tali
sentimenti si materializzassero, solo allora una persona avrebbe una
fede sincera in Dio ( pieno di grazia).
Come terzo punto, Hazur ha detto
che quando si raggiunge lo stato di compassione , in cui si dice di
sentire come propria la sofferenza di un’altra persona, non si dovrebbe
limitare questo sentimento come un qualcosa che si sente. Piuttosto si
dovrebbe comunicare questa emozione cercando attivamente di fare del
bene agli altri, al creato di Dio. Se si deve fare qualsiasi sacrificio
per questo , lo si deve fare! Come stabilisce il Santo Corano (Surah
Al Hashr) che c’erano alcuni (Compagni) che preferivano altri a se
stessi, Hazur ha spiegato che ancora prima che diventasse profeta , il
Santo Profeta (la pace e la benedizione di Allah sia su di lui) aveva
una grande reputazione di sensibilità e interesse verso gli altri.Dopo
essere diventato profeta gli esempi pratici di questa sua reputazione
divennero schiaccianti nella loro profusione . Furono questo benedetto
modello di benevolente opera buona e, in verità, la forza della sua
santità che ispirarono i suoi compagni a cambiare le loro
vite.Nell’età corrente è stato il Promesso Messia (su cui sia pace) che
ha dato eccellenti esempi di servizio verso l’umanità – senza riguardo
per la razza e la religione – che sono una luce-guida per noi.
Nonostante i suoi enormi impegni di studioso per lottare contro la
falsità egli trovò il tempo , per ore ed ore, di dispensare medicamenti
ai poveri e agli indigenti, ascoltandoli e consolandoli .
Poi c’è la questione di tenere a
freno l’arroganza . Hazur ha detto che non ci si dovrebbe arrendere
all’arroganza, nemmeno con le persone a noi subordinate . Infatti si
dovrebbe essere grati che ci siano stati date delle persone che possono
aiutarci nei nostri compiti. E’ la distinzione di un Momin , un vero
credente che più grande è la sua convinzione ed autorità, più grande è
il livello di umiltà e riconoscenza.Citando il versetto 19 della Surah
Luqman (31:19) Hazur ha detto che se si desidera ottenere il piacere di
Allah, si deve tenere in seria considerazione le cose spiegate nel
versetto. Se si sostiene di avere paura e timore di Dio, allora ci si
deve liberare di tutti gli atteggiamenti di arroganza. Il Santo Profeta
( la pace e la benedizione di Allah si su di lui) riuscì a essere
attento perfino alla dignità degli schiavi e consigliò che ci si
riferisse a loro come “il mio ragazzo o la mia ragazza” piuttosto che
secondo l’abitudine allora prevalente di “il mio schiavo/la mia
schiava”. In verità il Promesso Messia (su cui sia pace) si espresse
contro il linguaggio ingiurioso anche se l’altro vi indulge. Ci si
aspetta sempre che un vero credente sia puro nel parlare, il linguaggio
offensivo è fuori questione. Lasciar perdere quando si è oggetto di
linguaggio offensivo tiene pulita la propria mente. E’ naturale e
impulsivo reagire a un linguaggio offensivo con rabbia e tendere a
reagire in modo offensivo o ad insultare.
Ad ogni modo, l’obiettivo di non
usare le parole che Allah ha proibito è una grande virtù. Non è facile e
non può essere raggiunto senza sforzo e impegno spirituale. Questo
facilita anche lo sviluppo e la crescita del proprio livello di
pazienza. A un credente è stato assicurato che quando egli dimostra
pazienza in tale circostanza, allora gli angeli intercedono a suo
favore e in verità la grazia e la benedizione di Allah scendeno su di
lui. Prevenendo ogni escalation di sentimenti negativi, un credente
facilita così la promozione della pace nella società. Hazur ha detto
che finchè si fanno delle opere buone si è un vero credente, altrimenti
chi non si concentra sull’adozione di ciò che è comandato è uno che ha
accettato l’Islam, ma non ha interamente adottato il vero credo come
stabilito nel versetto 15 della Surah Al Hajurat (49:15) . Hazur ha
detto che se il livello della fede va in quella direzione , non
possiamo portare avanti un cambiamento rivoluzionario nel mondo . Per
questo scopo bisogna che abbiamo un desiderio bruciante di fare delle
buone azioni e cercare il nostro meglio per seguire il modello benedetto
come è stato stabilito dal Santo Profeta ( la pace e la benedizione di
Allah sia su di lui.)Facendo riferimento al versetto con cui Hazur ha
aperto il suo sermone, egli ha spiegato con le parole del Promesso
Messia (su cui sia la pace) che le belle notizie in merito sono di
giardini dove scorrono ruscelli. Qui la fede è rappresentata con
l’analogia dei giardini e le buone azioni con quella dei ruscelli;
siccome non è possibile per un giardino essere verde senza acqua ,
ugualmente non sarà facile entrare in Paradiso senza le buone azioni. I
piaceri promessi nel versetto sono ovviamente metaforici e non
significano che , per esempio, in Paradiso si sarà ricompensati con
latte e miele. Le ricompense del Paradiso saranno diverse nella loro
origine. Ovviamente a quelli che si sforzano e si impegnano per fare
buone azioni vengono mostrati flash dell’Aldilà anche in questo mondo
. Questo può essere nella forma dell’accettazione della preghiera ,
nella tranquillità e nella pace della mente che può essere conseguita
solo attraverso la spiritualità come pure attraverso benedizioni terrene
e spirituali. Ogni buona azione è tale quando è fatta per raggiungere il
piacere di Allah, altrimenti Allah stabilisce che ci sono Salats
???offerti da alcuni che lavorano all’incontrario di loro perché sono
offerti solo come pretesto . Ciascuna buona azione che sia fatta per
affettazione e pomposità sarà giudicata di conseguenza. Hazur ha detto
che tutti gli Ahmadis dovrebbero avere presente tutte queste questioni
quando offrono il loro Salat e le loro buone opere così da essere “i
recipienti del piacere di Allah”. Possa Allah dare autorità ad ogni
Ahmadis per la vita in accordo con questo pensiero. Poi Hazur ha
annunciato che il prossimo Jummah egli avrebbe condotto le preghiere
funebri per la perdita della Signora Sahibzadi Amatul Aziz, che era la
zia di Hazur. Hazur ha reso omaggio alla defunta evidenziando il suo
amore e la sua devozione verso Allah, la sua compassione per i bisognosi
e la sua lealtà verso il Califfato. In particolare Hazur ha riconosciuto
l’eredità della “giacca di colore verde” del Promesso Messia (su cui sia
pace) da lei lasciata al Califfato. La giacca era stata ereditata da suo
marito, il Signor Mirza Hameed Ahmad, che l’ aveva prestata, a sua
volta, al Califfo tul Masih IV (possa Allah avere pietà di lui) quando
venne nel Regno Unito. Hazur ha detto che al momento di diventare
Califfo egli menzionò “la giacca affidata“ a sua zia, la Signora
Sahibzadi Amatul Aziz, la quale disse che, siccome ora essa era
diventata identificabile con l’ ‘International Bai’at’, lei la lasciava
in eredità al Califfato. Huzur ha pregato perchè il suo posto in
Paradiso possa essere alto.
La seconda preghiera funebre
doveva essere per la Signora Naeema Saeed, moglie di un missionario, il
Signor Saeed Ahmad Rasheed. Hazur ha pregato per i suoi figli.
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