Benvenuti al website della Associazione della Gioventù Mussulmana Ahmaddiyya Italia   " Le nazioni non possono essere riformate senza una ri-formazione della gioventù."Hazrat Khalifatul Massih II (possa Allah compiacersi di Lui)

 

 

Nel nome di Allah, il più misericordioso, sempre pietoso

Hadhrat Mirza Masroor Ahmed

Il Quinto Califfo dopo il promesso Messiah

 

   


Responsabilità degli Waqifin-e-Zindagi e degli Waqf-e-Naw

 di Hadrat Mirza Masroor Ahmad Khalifatul Masih V (ayadaallah tala benasarulaziz)


Il sermone del 22 ottobre 2010 di Sua Santità il Califfo ha avuto per tema le esigenze di una vita consacrata al servizio della religione e le aspettative della comunità in merito agli Wāqifīne-e-Naw (bambini dedicati). In primis, Sua Santità ha presentato i seguenti due versetti del Santo Corano:

 

وَلْتَكُنْ مِنْكُمْ أُمَّةٌ يَدْعُونَ إِلَى الْخَيْرِ وَيَأْمُرُونَ بِالْمَعْرُوفِ وَيَنْهَوْنَ عَنِ الْمُنْكَرِ وَأُولَئِكَ هُمُ الْمُفْلِحُونَ

 


«Sorga tra voi una comunità che inviti al bene, raccomandi le buone consuetudini e proibisca ciò che è riprovevole. Ecco coloro che prospereranno" (Santo Corano, capitolo 3, versetto 105)

 

وَمَا كَانَ الْمُؤْمِنُونَ لِيَنْفِرُوا كَافَّةً فَلَوْلَا نَفَرَ مِنْ كُلِّ فِرْقَةٍ مِنْهُمْ طَائِفَةٌ لِيَتَفَقَّهُوا فِي الدِّينِ وَلِيُنْذِرُوا قَوْمَهُمْ إِذَا رَجَعُوا إِلَيْهِمْ لَعَلَّهُمْ يَحْذَرُونَ

 


«I credenti non vadano in missione tutti insieme. Perché mai un gruppo per ogni tribù, non va ad istruirsi nella religione, per informarne il loro popolo quando saranno rientrati, affinché stiano in guardia?» (Santo Corano, capitolo 9, versetto 122)
Questi versetti invocano l'importanza di persone che dedicano la propria vita al fine della predicazione del dell'Islam, perseguendo il bene e proibendo il male. Per grazia di Dio, questa tradizione è stata ripresa nella comunità Ahmadiyya dai compagni del Promesso Messia (as) che, durante la sua vita, hanno dedicato la propria vita per la causa dell'Islam. Il secondo califfo della comunità ha formalizzato questa tradizione chiedendo alle persone che vogliono dedicarsi alla causa di Dio, di prestare giuramento e compilare un modulo a questo scopo. Successivamente, la Jamia Ahmadiyya ha meglio strutturato il modo di formare questi missionari che vengono inviati in diverse parti del mondo a predicare il messaggio dell'Islam e dell’Ahmadiyya.
I risultati dei primi missionari sono più eloquenti e grazie ai loro sforzi gli altri sono al lavoro oggi in tutti i continenti. Fatta eccezione per quelli di indiani o pakistani, c'è ora un numero significativo di missionari / morabi/mualimīne di africani o indonesiani. Ci sono anche medici, insegnanti ed altri professionisti che hanno dedicato la loro vita alla causa della comunità. Le esigenze della comunità nel campo della formazione spirituale e religiosa sono aumentati. Come è stato menzionato in un versetto citato sopra, è impossibile per tutti i membri della comunità dedicarsi a questo compito, perché le competenze di ciascuno sono diverse ed occorre anche far girare la ruota mondo. Da qui la necessità di specialisti che possoao dedicare tutto il loro tempo per svolgere questi incarichi. Certo, un altro versetto del Corano afferma che tutti i membri della Umma hanno la responsabilità di servire l'Islam, ma non possono farlo a tempo pieno perché è ovviamente impossibile formare individualmente tutto il mondo. L'Islam è una religione universale, quindi ci devono essere gruppi di persone di etnia, nazionalità e mentalità diverse al fine di realizzare senza soluzione di continuità queste attività.
Dopo aver sperimentato questa crescente esigenza, il quarto califfo della comunità Ahmadiyya ha lanciato il piano Waqf-e-Naw, per incoraggiare i genitori a dedicare i loro figli per la causa di Dio prima della loro nascita. Questa volontà da parte loro deve essere basata su Taqwa e hanno come sfondo la preghiera della madre di Maria:

 

رَبِّ إِنِّي نَذَرْتُ لَكَ مَا فِي بَطْنِي مُحَرَّرًا فَتَقَبَّلْ مِنِّي إِنَّكَ أَنْتَ السَّمِيعُ الْعَلِيمُ

 

«Mio Signore, ho consacrato a Te e solo a Te quello che è nel mio ventre. Accettalo da parte mia…» (Santo Corano, capitolo 3, versetto 36)
La madre che seguirà l'esempio citato ha la grande responsabilità dell’ educazione morale e spirituale del suo bambino. Deve pregare durante la gravidanza acciocché il bambino sia liberato da ogni ingerenza di questo mondo e che sia un fedele servitore della fede. Fin dalla loro infanzia, i genitori devono far comprendere ai loro figli che si dovranno impegnare alla causa di Dio, di modo che possano presentarsi dal proprio capo al momento opportuno. L'eccellenza di questo bambino dipenderà dalla formazione svolta dai genitori.
E' del tutto sbagliato pensare che la Jama'at si occuperà interamente sin dalla nascita della loro educazione. Mentre la Jama'at è lì per fornire orientamenti e programmi da seguire, tutta la responsabilità ricade sulle spalle dei genitori. Il Dipartimento Waqf-e-Naw sta attualmente lavorando in tutto il mondo, con centri in Rabwah in Pakistan, India e Londra, dove il Califfo detta le sue linee guida. A livello locale i segretari Waqf-e-Naw hanno la responsabilità di istruzione, formazione e orientamento di questi bambini, al fine di renderle persone in grado di servire la comunità. Tuttavia, come accennato in precedenza, la responsabilità dei genitori è fondamentale. Tenuto conto delle crescenti esigenze della comunità, i genitori ed i segretari devono sentirsi interessati. Le carenze che sono state individuate in queste aree deve essere rettificate in modo che questi giovani siano in grado di aprire la porta della salvezza per il loro rispettivo popolo. Come risultato, la comunità non può permettersi che anche un solo bambino si discosti da questo percorso.
Questi bambini che fanno parte di questo grandioso piano devono anche capire che non è sufficiente portare l'etichetta Waqf-e-Naw. Sono tenuti a distinguersi dagli altri per la loro educazione, il loro comportamento e nelle loro relazioni con gli altri. Mentre crescono dovranno perfezionare queste qualità, in modo che nessuno possa dire loro nulla. Il dipartimento Waqf-e-Naw ha formulato un programma speciale che i genitori e i responsabili  devono seguire alla lettera. Il bambino deve essere motivato a studiare di più la religione. Una educazione forzata o il fatto di dedicarsi ad altro non serviranno a nulla La fede a cui ci si riferisce qui è quella insegnata dal Santo Profeta Muhammad (s.a.w), a proposito del quale Hadrat Aisha (r.a.) ha detto che tutte le sue qualità riflettono gli insegnamenti del Sacro Corano. Il Santo Profeta Mohammed (s.a.w) è il modello da seguire da parte di tutti i musulmani; nondimeno, una persona dedicata a servire l'Islam deve tuttavia in ogni momento fare un’analisi della propria coscienza, in modo che le sue parole e le sue azioni non siano in contraddizione. Il Promesso Messia (a.s.) ha affermato a questo proposito che non vi è bisogno di quelli che si accontentano soltanto dei discorsi senza agire. Affermare che si è un erudito non servirà a nulla se non si applicano a se stessi i precetti dell'Islam. Indirizzandosi a tutti i missionari e studenti della Ahmadiyya Jāmia in tutto il mondo, Sua Santità il Califfo ha sottolineato l'importanza di conformare gli atti ai suoi principi. Da parte di alcuni il predicare l'importanza della preghiera, quando poi sono colpevoli di negligenza in questo settore. Da parte di altre persone il condannare fermamente le innovazioni del matrimonio, per poi chiudere gli occhi su alcune pratiche del matrimonio stesso dei propri figli o dei propri cari. Secondo il Promesso Messia (a.s.), una persona dedicata a servire la fede deve anche evitare qualsiasi forma di orgoglio e di arroganza; deve ogni volta rimettere in discussione le proprie azioni ed ha l'abitudine di fare l’analisi della propria coscienza. Quest'anno, i primi promossi missionari andranno alla Jāmia-Ahmadiyya del Canada. È probabile che vi sia qualche Wāqifine-e-Naw che terminerà gli studi missionari in Pakistan.
Umiltà e modestia sono altre qualità Wāqif-e-Zindagi. Tuttavia, non dovrebbero mai liberarsi dalla loro dignità. Il Promesso Messia (a.s.) ha anche incoraggiato a leggere i suoi libri, perché è così che si potrà raggiungere la perfezione nella conoscenza. Questo è un altro consiglio che i missionari e gli aspiranti missionari devono seguire. Tutti gli Wāqif-e-Zindagi devono limitarsi al loro destino, non desiderando niente di più o niente di meglio di ciò che hanno. Secondo il Promesso Messia (a.s.) non si può accordare il compito di predicazione a chi non ha raggiunto il livello richiesto in questo settore. L’esempio da seguire è quello dei compagni del Santo Profeta Mohammed (s.a.w) che erano così soddisfatti del loro destino che si accontentavano delle foglie degli alberi come alimento. Dio ha esaudito, in questo senso, le preghiere del Promesso Messia (a.s.), e Questi ha fatto nascere nella sua Comunità individui le cui qualità sono invidiabili. Oggi, essendo migliorata la situazione finanziaria, salvo eccezioni, la Comunità cerca di offrire tutti i comfort necessari per i missionari. Non è sempre stato così. Ma i problemi e le difficoltà non hanno alcuna importanza quando si presentano per la causa di Dio. A parte l'India e il Pakistan o l'Indonesia, c'è ora una Jāmiāt in Canada, Germania e Regno Unito, ove si è in procinto di formare missionari. Quelli che vengono formati in Indonesia o in Africa sono generalmente inviati nel loro paese d'origine. Quelli che vengono formati in Occidente non devono pensare di restare nel luogo d’origine. Si debbono prepare mentalmente a lavorare in Africa e far fronte ad un clima duro.

I primi missionari della Comunità Ahmadiyya vissero una vita magra e si sono accontentati del poco che possedevano. C'è l'esempio di Hazrat Shah Mohammad Saheb che aveva lavorato per 18 anni di fila in Indonesia prima di poter tornare nel suo paese. Mentre era a bordo della nave per il Pakistan, gli venne in mente che aveva solo due vestiti di ricambio già usati ed un vecchio achkan (mantello), e si trovò imbarazzatissimo quando scese dal treno a Rabwah. Dopo alcuni istanti ripudiò questi pensieri, dicendo che tali desideri sono in contrasto con lo spirito del Waqf (che deve dedicare la propria vita a Dio).
Qualche tempo dopo, la sua nave ormeggiò a Singapore. Hazrat Shah Mohammad Saheb vide sul ponte una persona che trasportava un pacco di vestiti che aveva avvicinato il capitano per chiedere informazioni. Il capitano diresse il visitatore ad Hazrat Shah Mohammad Saheb  lo abbracciò dicendo lui che era un Ahmadi e disegnatore di abbigliamento di professione. Aveva letto sul giornale Al-Fazal che Hazrat Shah Mohammad Saheb si sarebbe fermato a Singapore. Dopo aver visto anche la sua foto, aveva una stima della sua fama ed aveva cucito per lui due coppie di shalwar kameez, un turbante e un achkan. Chiese ad Hazrat Shah Mohammad Saheb di accettare questi doni. Hazrat Shah Mohammad Saheb consiglia a tutti i missionari a rivolgersi a Dio in caso di bisogno. Se faranno così, Egli fornirà loro per i bisogni dell’invisibile. E’ così che Allah ha trattato tutti colori i quali hanno dedicato la loro vita per la Sua causa. Sua Santità il Califfo ha poi citato l'esempio di Maulana Ghulam Ahmad Farukh, che è stata trasferito a Hyderabad, dopo un lungo soggiorno all'estero, lontano dalla sua famiglia. I suoi figli erano molto felici di averlo con loro, ma la casa in cui vivevano a Hyderabad era in condizioni precari. Un figlio gli chiese di presentare una domanda alla comunità affinché riparasse la casa. Il venerabile missionario rispose che si trattava di un Waqf-e-Zindagi, avendo sempre vissuto in umiltà e semplicità. Limitare i suoi desideri ed evitare di fare richieste sono ideali per una persona la cui vita è stata dedida alla causa di Dio.
Molto più tardi, i figli di Maulana Ghulam Ahmad Farukh gli chiesero di andare in pensione ed andare a vivere con loro. Essi avevano la speranza che avrebbe risposto positivamente, ma quegli replicò molto semplicemente che la loro richiesta l’aveva scosso dentro, e gli chiese di non fare in futuro simili domande. Egli aggiunse che aveva promesso a Dio di vivere tutto il tempo Waqf-e- Zindagi fino all’ultimo respiro e chiese ai propri figli di pregare per lui, così da poter rispettare il giuramento. Il Promesso Messia (as) ha anche detto che un Waqf-e-Zindagi dev’essere preparato ad affrontare le difficoltà del viaggio e deve annunciare, da un villaggio all'altro, l'avvento del Messia a lungo atteso. I primi missionari che fondarono la Jama'at in Africa, e coloro che hanno lavorato in Pakistan ed India sono passati attraverso innumerevoli difficoltà durante il loro tour. In alcuni casi non avevano soldi per pagare un viaggio confortevole ed hanno anche dovuto affrontare l'opposizione di avversari della comunità Ahmadiyya.
Maulana Nazir Ahmad Ali ed il suo compagno Maulana Siddiq Amratsari una volta visitarono un villaggio in Sierra Leone. Gli abitanti di questo villaggio non offrirono a questi due missionari alloggio a causa della loro antipatia per gli Ahmadi. Furono costretti a trascorrere la notte sotto le stelle ai bordi di un fiume alla mercé di zanzare, coccodrilli, serpenti e altri animali selvatici. Di notte, Maulana Nazir Ahmad Ali implorò Dio di aprire i cuori degli abitanti di questo villaggio. Verso le 3 del mattino, lui e il suo compagno andarono alla moschea per la preghiera di Tahajjud. Entrati nella Moschea sentirono strani rumori: una mandria di capre stava uscendo. I due servi della Comunità
Ahmadiyya pulirono la moschea per pregare. Quando ci fu la chiamata alla preghiera del mattino gli abitanti del villaggio andarono a vedere cosa fosse successo. Capirono così che l'unica differenza tra la Salat degli Ahmadi e la loro era che gli Ahmadi incrociavano le braccia, essendo un segno di obbedienza malikita, essi invece stendevano le braccia hanno lungo il corpo. Ma la loro avversione per gli Ahmadi non si abbassò neanche un po. Molto più tardi, dopo molti sforzi, alcuni abbracciarono l’Ahmadiyya.
Tutti i missionari devono essere animati di questo spirito. Purtroppo ci sono stati dei precedenti Wāqif-e-Zindagi che non mantennero le loro promesse quando gli fu detto che sarebbero stati trasferiti in quello od in quell’altro paese.
Gli aspiranti missionari e Wāqif-e-Naw devono essere preparati ad affrontare difficoltà di ogni genere. Essi devono tenere presenti le aspettative del Promesso Messia (a.s.), il giuramento fatto dai loro genitori e l'esempio dei loro anziani. Un Waqf-e-Zindagi deve sottomettere le proprie richieste unicamente a Dio. Il Huzur (Califfo) ha anche aggiunto che lui stesso ebbe difficoltà quando lavorò in Ghana, e che, secondo la sua personale esperienza, Dio aiuta sempre coloro che lavorano sinceramente per la Sua causa e che suonano solo alla Sua porta. Un Waqf-e-Zindagi non dovrebbe mai liberarsi della propria dignità; un missionario è, agli occhi di tutta la Comunità, il rappresentante del Califfo.
Non dovrebbe mai essere colpevole di azioni che potrebbero offuscare questa rappresentazione.
Come sopra evocato, la Comunità rende i suoi migliori sforzi per soddisfare le esigenze dei missionari e delle loro famiglie. Poiché la situazione economica mondiale va sempre peggiorando e che l'inflazione sta guadagnando terreno in molti paesi, alcuni possono trovarsi in una situazione precaria. Se si iniziano a condividere le proprie esigenze ognuno si troverà in una situazione di
difficoltà. Sua Santità il Califfo consiglia alle mogli di Wāqif-e-Zindagi di dar prova di contentezza e di non mettere alla prova i loro mariti chiedendo cose che essi non possono loro offrire.
Rigurado al progetto Waqf-e-Naw si ricordano i seguenti punti che sono importanti da mantenere:


1. I genitori che desiderano registrare i loro figli al piano Waqf-e-Naw devono farlo prima della loro nascita. Nessuna domanda verrà accettata dopo la nascita del bambino.


2. La domanda deve essere fatta dai genitori (padre/madre) del bambino; Nessuna domanda verrà accettata da parte di una terza persona in nome dei genitori.


3. . La domanda scritta concernente il piano Waqf-e-Naw dev’essere indirizzata al Califfo. Qualsiasi altra questione (richiesta di preghiere od altro) non deve essere menzionata nella stessa lettera, perché sono due soggetti diversi che sono gestiti da due diversi dipartimenti.


4. Nessun bambino verrà considerato Waqf-e-Naw, senza l'approvazione del centro.


5. Nel caso di un bambino da adottare dopo la sua nascita, ci dovranno esserei nomi dei genitori biologici che saranno indicati sul modulo.


6. Se disgraziatamente il figlio nasce handicappato, non potrà far parte del piano. Si tratta di una doppia sfortuna per i genitori; non si può che pregare che Allah conceda sanità ai bambini.


7. Dopo la nascita del bambino, i genitori devono informare il centro e fare la domanda per ottenere un numero di registrazione.


8. Se i genitori di un bambino Waqf-e-Naw viene espulso per qualsiasi motivo, il bambino non farà più parte del piano. Perché se i genitori non sono in grado di rispettare le regole della Jama'at, sarà per loro impossibile di impartire ai loro figli una buona educazione.


9. All'età di 15 anni, il ragazzo/ragazza dovrà decidere se lui o lei andranno avanti con la decisione presa dai loro genitori. Se lui o lei vuole permanere nel piano Waqf-e-Naw, il figlio dedicato dovrà approvare il suo Waqf firmando all’uopo il modulo. Al contrario, potrà chiedere di essere depennato dall'elenco.


10. Chi non andrà alla Jāmia dovrà informare in ogni fase degli studi il Centro per quanto riguarda l’ orientamento od il percorso di studio. Né i genitori e né i bambini hanno diritto di prendere decisioni sulla loro formazione o sul loro orientamento senza informare il Centro.


11. Quel che siano i percorsi (studi universitari, formazione professionale, etc.) gli Wāqifine-e-Naw metteranno al corrente il centro in modo che i dati siano aggiornati e potranno pianificare a lungo termine secondo le le esigenze della Comunità.


12. Dopo aver completato la loro istruzione superiore o di formazione professionale, Wāqifine-e-Naw ancora una volta deve informare il centro per iscritto se desidera sottoscrivere il Waqf. Se necessario potranno essere rimossi dall'elenco della Wāqifine-e-Naw.


13. Dopo aver completato la loro istruzione o formazione coloro che desiderano trovare un lavoro dovranno richiedere il permesso al Califfo. Avranno il diritto di lavorare fino a quando la Jama'at li chiamerà ai loro servizi in caso di necessità. Tuttavia, essi devono informare il centro della loro situazione, almeno una volta all'anno. Sua Santità il Califfo ha chiesto ai genitori e segretari Waqf-e-Naw di porre in esecuzione queste linee guida, acciocché la Comunità abbia un quadro più realistico della situazione. Solo il 10% della Wāqifine-e-Naw ha scelto la carriera di missionario e sono in procinto di seguire la loro formazione in diverse Jāmiāt. Ma purtroppo non c'è alcun dato completo riguardante le altre Wāqifine-e-Naw restanti; le segreterie interessate devono attivarsi in quest’ ottica. Preghiamo affinché la Comunità possa fare di questi giovani persone benefiche per la società.
 

 

 

 

 

 

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